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Dai concerti alla fine del distanziamento: ecco il piano di Johnson per tornare alla normalità post Covid

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LONDRA. Dalla riapertura degli stadi, ai concerti fino alla fine del distanziamento sociale prevista il prossimo giugno. Ecco la “road-map” di Boris Johnson per uscire “irreversibilmente” e “per sempre”, seppur “con cautela”, dall’ultimo lockdown oramai in vigore dal 3 gennaio scorso oltremanica e tornare a una sorta di normalità. Il primo ministro britannico ha presentato oggi i punti salienti in Parlamento e successivamente terrà una più ampia conferenza stampa alle 20 italiane. È un momento importante, non solo per il Regno Unito, perché per la prima volta c’è un piano chiaro di un Paese occidentale per uscire, più o meno definitivamente, dall’incubo della pandemia, una volta raggiunto un ritmo alto della campagna vaccinale come quella britannica: sono già 17,5 milioni le inoculazioni in Uk e si pensa di vaccinare tutta la popolazione adulta entro luglio.

Dunque ecco il piano ufficiale, in quattro fasi di cinque settimane, e, secondo la tabella di marcia che riguarderà per ora solo l’Inghilterra, in quattro mesi, fino al 21 giugno. Quando, se tutto dovesse andare bene e se non ci saranno mutazioni resistenti e pericolose del virus, anche il distanziamento sociale diventerà forse solo un ricordo, perlomeno in Regno Unito.

FASE UNO – 8-29 MARZO 2021

L’8 marzo riapriranno tutte le scuole, ma per tutti i lavoratori rimarrà ancora l’obbligo di “stay at home”, “restare in casa” il più possibile. Si potrà vedere all’aria aperta una persona al di fuori del nucleo familiare anche per fare un pic-nic, bere un caffè o una bevanda insieme seduti al parco, a differenza di oggi per cui è permessa solo una passeggiata insieme o l’esercizio fisico. I pazienti delle case di riposo potranno ricevere la visita di una persona.


Dal 29 marzo, però, ritornerà la “regola del sei” all’esterno, ossia si potranno incontrare altre cinque persone di altri nuclei familiari, o di più, ma in questo caso solo appartenenti a massimo due nuclei familiari. Ritorneranno gli sport all’aperto che coinvolgono due persone, come il tennis o il golf. E, importante, terminerà l’indicazione di “restare in casa”, sostituita dallo “stay local”, ossia non allontanarsi dalla propria area di residenza. Vietati ancora tutti i viaggi all’estero.

FASE DUE – DAL 12 APRILE


Riapriranno tutti i negozi non essenziali, anche parrucchieri, librerie, musei, biblioteche, zoo, parchi di divertimento, palestre e piscine. Riaprianno i pub e i ristoranti ma solo per il servizio all’aperto e al tavolo, e anche qui sarà valida solo la “regola del 6”, o di più ma solo se appartenenti a due nuclei familiari. Non ci saranno coprifuoco di chiusura dei locali e dei bar di alcuna sorta. Gli hotel potranno riprendere a ospitare i residenti ma solo se appartengono allo stesso nucleo familiare. I funerali permessi con massimo 30 partecipanti, i matrimoni passeranno da 6 a 15 partecipanti.

FASE TRE – DAL 17 MAGGIO


Cade anche la regola del 6 o dei due nuclei familiari che si possono vedere all’esterno insieme: non ci saranno più limiti, a parte quello di non superare gruppi di trenta persone. La regola del sei (o dei due nuclei familiari assembrati) varrà però per gli incontri in casa o in un altro luogo chiuso. Riapriranno i cinema, hotel e B&B per tutti e anche gli eventi sportivi e culturali al pubblico con queste regole: un teatro o una sala da concerti non potranno ospitare più di 2mila persone (o il 50% di capacità massima), mentre gli stadi non più di 10mila persone (o al massimo un quarto della loro capacità totale). Nuclei familiari diversi potranno fare vacanze insieme. Il numero massimo di partecipanti ai matrimoni sale a trenta. I viaggi internazionali potrebbero essere permessi già da questa data.

ULTIMA FASE – DAL 21 GIUGNO


Qui dovrebbero cadere addirittura le misure di distanziamento sociale in quasi tutte le circostanze e dunque anche al pub o al ristorante. Dovrebbero riaprire discoteche, concerti anche al chiuso senza limiti e grandi eventi pubblici, anche se il consiglio sarà sempre lavorare da casa e di indossare le mascherine perlomeno nei luoghi chiusi, fino a ordine contrario.



Il governo comunque analizzerà per ogni fase i dati di contagio delle prime quattro settimane e alla quinta deciderà se rispettare la tabella di marcia o ritardare la fase successiva. Qualora ci fosse un nuovo ceppo pericoloso di virus o altre emergenze simili, si agirà per lockdown locali. Rimane un dubbio però: saranno previsti i passaporti vaccinali? Il governo Johnson si trincera dietro “è una questione etica che valuteremo attentamente”, ma la sensazione è che la “libertà” che si potrebbe riacquisire il prossimo giugno passi proprio per la certificazione di aver avuto un vaccino, oltre a – e questa è una certezza – test rapidi a tappeto a tutti i partecipanti di ogni evento pubblico.

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