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Unire ambiente e progresso, l’agricoltura nell’agenda di Draghi

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L’ecosistema al centro

Ilaria Donatio — 21 Febbraio 2021

Unire ambiente e progresso, l’agricoltura nell’agenda di Draghi

«Proteggere il futuro dell’ambiente, conciliandolo con il progresso e il benessere sociale, richiede un approccio nuovo: digitalizzazione, agricoltura, salute, energia, aerospazio, protezione dei territori, biodiversità, riscaldamento globale ed effetto serra, sono diverse facce di una sfida poliedrica che vede al centro l’ecosistema in cui si svilupperanno tutte le azioni umane». Nel discorso di investitura, il presidente del Consiglio Mario Draghi non dimentica il sistema agricolo tra i volani per la crescita del paese.

Non a caso, proprio nell’anno dello stop, il 2020, con una pandemia globale in corso e una crisi sociale ed economica pesantissima, i dati Istat sul commercio estero indicano chiaramente quanto l’agroalimentare italiano svolga un ruolo di traino per l’intera economia nazionale. Le esportazioni di prodotti agroalimentari Made in Italy crescono e, nel 2020, segnano un record di 46,1 miliardi di euro pari al 10% delle esportazioni complessive. In controtendenza rispetto agli altri settori che hanno invece registrato un calo. Oltre la metà delle esportazioni dei prodotti agroalimentari italiani (55%) è stata diretta all’interno dell’Unione Europea.

All’interno dell’Ue, poi, la Germania è il principale cliente con 7,73 miliardi (in crescita del 6%). Al secondo posto c’è la Francia con 5.08 miliardi che rimane stabile. A seguire, con 3,6 miliardi, la Gran Bretagna (+2,8%), uscita con la Brexit a gennaio. Fuori dai confini comunitari sono gli Usa il primo partner commerciale dell’Italia con 4,9 miliardi di export agroalimentare (con un aumento del 5,6%). Questo nonostante i dazi introdotti dall’ex presidente Donald Trump colpiscano – per un valore di circa mezzo miliardo di euro – tantissimi prodotti made in Italy: Grana Padano, Gorgonzola, Asiago, Fontina, Provolone ma anche salami, mortadelle, crostacei, molluschi, agrumi, succhi.

Da Federalimentare a Confagricoltura, da Coldiretti a Filiera Italia, le principali organizzazioni di rappresentanza della produzione agroalimentare italiana sono unanimi nel commentare il balzo avanti registrato dai prodotti italiani. A sorprendere non è tanto l’exploit delle esportazioni, quanto la capacità del settore alimentare di smarcarsi da un calo generale che ha colpito purtroppo tutta l’industria, riuscendo comunque a mantenere una spinta positiva.

Così, a dieci anni dall’iscrizione della dieta mediterranea nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità da parte dell’Unesco, la conferma dell’agricoltura italiana come settore strategico arriva proprio dalla pandemia in corso. Il coro dei soggetti del mondo agroalimentare è unanime: c’è bisogno di un sistema agricolo forte, che produca materia prima di qualità e a prezzi accessibili, che si comporti in maniera sempre più sostenibile, per diventare uno dei protagonisti della transizione ecologica. Tenere insieme tutela dell’ambiente, aumento della ricchezza e crescita dell’occupazione è la vera scommessa per il futuro.

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