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Francia, il ministro dell’Economia promuove la cultura: “Ragazzi, spegnete i cellulari e aprite i libri”

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PARIGI – “Leggete, staccatevi dagli schermi”. L’accorato appello non viene dal solito editore o intellettuale preoccupato per il crollo della lettura tra i giovani. È Bruno Le Maire, ministro francese dell’Economia, che si è lanciato in un’appassionata difesa della cultura letteraria in un mondo in cui le nuove generazioni passano spesso più tempo davanti al telefono o al computer che dentro a un libro. “Gli schermi vi divorano, la lettura vi nutre. Gli schermi vi svuotano, i libri vi riempiono. Fa tutta la differenza”, dice Le Maire nel suo discorso rivolto ai giovani e ripreso in un video molto rilanciato sui social.

“Ovviamente è una lotta – osserva il ministro francese – perché gli schermi catturano l’attenzione e poi sono così ben organizzati che sanno darvi, proprio come si fa con i ratti, dei piccoli stimoli nervosi ogni cinque, dieci secondi, che vi obbligano a restare incollati allo schermo”. Nel suo discorso sulla lettura Le Maire insiste sulla libertà data dai libri. “La letteratura – dice – è un’arma di libertà e gli schermi troppo spesso possono diventare, non sempre, non parlo degli schermi del cinema, parlo di quelli dei giganti del digitale, degli strumenti di schiavitù” . Una sottomissione, prosegue, che condiziona consumi, gesti, comportamento attraverso “schermi che sono formattati per orientare il vostro pensiero”. Il ministro, che confida di condurre la sua battaglia anche in casa, con i propri figli, insiste sul potere dei libri nella costruzione personale. “Lo dico a tutti i liceali che ci ascoltano: ognuno di voi è unico, ognuno di voi. La letteratura e i libri vi permetteranno di scoprire quanto siete unici e fino a che punto non assomigliate a nessun altro. È quello che fa l’umanità. Ogni persona è unica. Ed è la letteratura che ce lo insegna”.

Cinquantadue anni ad aprile, il politico gollista è probabilmente il meglio diplomato del governo: ha passato il concorso per entrare nella prestigiosa École Normale Supérieure, studiando Lettere, laddove invece Macron ha tentato invano di essere ammesso. A seguire è passato per l’Ena, l’École nationale d’Administration, tappa obbligata per chi vuole arrivare nelle stanze del potere. Germanofono ma anche legato all’Italia per via di parenti che vivono in Lombardia, Le Maire ha una bibliografia composta di ben nove libri, tra cui un omaggio al direttore d’orchestra Carlos Kleiber e un altro in forma di romanzo dedicato alla scomparsa di uno dei suoi migliori amici. 

Nel suo nuovo saggio, “L’ange et la bête” , l’angelo e la bestia, titolo ispirato a una citazione di Pascal sulla condizione umana, Le Maire ha raccolto le “memorie provvisorie” del suo lavoro al governo, dalle trattative per il Recovery Fund alla battaglia con gli Usa sulla Digital Tax. Che un ministro dell’Economia passi il suo tempo libero a scrivere libri non stupisce nessuno nella République des Lettres. Anche se Le Maire è in prima linea per combattere la “peggior crisi economica dal 1929” come lui stesso ripete spesso. “Non è vietato a un responsabile politico di riflettere, anche nell’azione” sottolinea Le Maire. Il libro di oltre trecento pagine pubblicato da Gallimard non rivela nessun grande segreto ma custodisce alcuni aneddoti. Come quando nel marzo scorso il ministro esitava a stanziare oltre 300 miliardi di euro in prestiti garantiti dallo Stato per le imprese. Una telefonata con Mario Draghi, racconta, l’aveva convinto a rompere gli indugi, a non perdere tempo. Le Maire riporta la frase in inglese che gli disse l’ex presidente della Bce: “Spend your money, my friend. It’s time to spend. Right now. Later, il will be too late”. 

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