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Napoli, rimosso murale dedicato al rapinatore 17enne morto in sparatoria. Polizia: “Simboli così vanno contrastati, passo verso ripristino legalità”

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Dopo circa quattro mesi, e molte critiche, alla fine, con un notevole dispiegamento di forze dell’ordine, è stato rimosso il murale dedicato a Luigi Caiafa, il 17enne rimasto ucciso durante un tentativo di rapina avvenuto il 4 ottobre scorso in via Duomo, a Napoli. Il dipinto realizzato nel quartiere di Forcella, in pieno centro storico del capoluogo partenopeo, non molto distante dall’abitazione del ragazzo, era stato oggetto di diverse polemiche nelle scorse settimane, accendendo i riflettori sulla presenza in città, nei vicoli e nelle facciate di condomini privati, di decine di murales e altarini dedicati a boss, affiliati o comunque persone legate al mondo della criminalità che hanno perso la vita.

Il prossimo murale ad essere cancellato dovrebbe essere quello realizzato nei quartieri Spagnoli e dedicato a Ugo Russo, il quindicenne ucciso da un carabiniere in borghese nel corso di una rapina effettuata con una pistola giocattolo (il militare è indagato per eccesso colposo di legittima difesa, ndr). Il Comune di Napoli ha già avviato la procedura amministrativa e diffidato il condominio che dovrà provvedere alla rimozione, anche se nel caso del dipinto del 15enne, il Comune di Napoli sembra orientato alla ‘trasformazione’ del murale per evitare che si presti ad interpretazioni errate e che sia invece improntato ai valori della legalità e della giustizia.

Questi due murales (quello oggi rimosso di Caiafa e quello del 15enne Russo) nelle scorse settimane sono finiti al centro di un botta e risposta tra la Prefettura partenopea e il Comune. Il Prefetto Marco Valentini ha chiesto all’ente amministrato da Luigi De Magistris di affrontare la questione definendola una ‘battaglia culturale’. “Quello di oggi è il primo importante passo verso il ripristino della legalità – ha spiegato al fattoquotidiano.it il Comandante della Polizia Municipale Ciro Esposito – e pure se con un po’ di ritardo lo Stato ha dato un segnale alla città”. Ritardo dovuto, secondo il Comandante a motivi legati alle procedure amministrative. “Questi altarini o questi dipinti, pur essendo odiose sfide allo Stato, vanno rimossi rispettando la legge – spiega Esposito – se sono realizzati su mura pubbliche non abbiamo problemi, ma quando sono realizzati su facciate di condomini privati allora scatta la diffida all’amministratore, che in assenza di autorizzazioni deve rimuoverlo. Quando, come nel caso del murale cancellato stamattina, il condominio si dichiara estraneo all’opera e non lo rimuove, allora interveniamo noi. Quindi bisogna valutare sempre caso per caso – continua Esposito – perché se non si passa da procedure amministrative c’è il rischio di contenziosi privati, inoltre c’è bisogno di coinvolgere anche le forze di Polizia perché esiste una norma assurda che impedisce alla Municipale di accedere a determinate banche dati, quindi noi un censimento di dove siano questi altarini e questi murales lo abbiamo soltanto per quei casi eclatanti, richiamati anche dalla stampa, ma per molti altri sarebbe opportuno avere la possibilità di sapere se l’effige rappresentata faccia riferimento a personaggi che effettivamente appartengono alla criminalità”.

Oltre al murale è stato anche distrutto l’altarino creato poco distante. I familiari di Luigi Caiafa hanno ottenuto dall’autorità giudiziaria la possibilità di rimuovere personalmente l’altarino allestito per ricordare il ragazzo, senza che venisse ‘oltraggiato’ dagli operai del Comune. “C’è sempre la pietà umana perché si tratta della morte di un giovane – conclude il Comandante della Municipale partenopea Ciro Esposito – ma bisogna ripristinare lo stato dei luoghi facendo anche attenzione a garantire l’ordine pubblico. Al momento stiamo lavorando ad un censimento di queste ‘opere’ che concluderemo la prossima settimana e poi potremmo procedere alla cancellazione di altri murales o alla distruzione di altri altarini, l’importante era cominciare”.

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