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Vaccini, in Usa Johnson&Johnson chiede il via libera. Monodose, più pratico ma meno efficace: cosa cambia nella corsa mondiale contro il Covid

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New York – E tre. La Johnson&Johnson vuole seguire il percorso-turbo che ha già consentito a Pfizer e Moderna di offrire il vaccino in tempi record. Joe Biden sorride, ma Russia Cina e India incalzano le Big Pharma americane, mentre l’Europa è in ritardo con pesanti conseguenze economiche, oltre che sanitarie e sociali. La terza multinazionale americana che è pronta a tagliare il traguardo chiede lo stesso trattamento delle prime due: la “procedura di emergenza”, cioè la corsia superveloce per l’esame finale e l’approvazione da parte dell’authority americana dei farmaci, la Food and Drugs Administration (Fda).

Se l’operazione scorciatoia si ripete per la terza volta, la Johnson&Johnson è già pronta ad avviare la produzione industriale su larga scala. Sarebbe un risultato prezioso per l’Amministrazione Biden: dalle due fabbriche situate a Baltimora e in Olanda, la J&J potrebbe fornire 30 milioni di dosi già ad aprile e 100 milioni entro la fine di giugno. Poiché il vaccino J&J è mono-dose, ai fini della popolazione da inoculare “vale il doppio” rispetto ai quantitativi dei vaccini Pfizer e Moderna, che richiedono due dosi.

Il prodotto J&J inoltre facilita la logistica e la distribuzione perché non richiede la conservazione a temperature così basse come i due concorrenti che lo hanno preceduto. E’ meno potente, però: nei test risulta efficace al 72% sui pazienti statunitensi (contro un efficacia superiore al 90% per Pfizer e Moderna), e solo al 57% per la variante sudafricana del covid. L’avvicinarsi del terzo vaccino giunge in una fase in cui la campagna delle immunizzazioni accelera negli Stati Uniti. Gli americani che hanno già ricevuto almeno una dose sono 36,7 milioni, pari all’8,7% della popolazione.

L’America continua ad allargare il divario rispetto all’Europa, la sua percentuale di popolazione inoculata è più del triplo di quella europea. Il ritmo delle vaccinazioni Usa ormai supera 1,3 milioni al giorno e quindi si sta avvicinando all’obiettivo fissato da Biden che è 1,5 milioni. Al tempo stesso si accentua la competizione geo-sanitaria fra quattro superpotenze: Cina, Russia e India continuano ad allargare l’offerta dei loro vaccini ad altri paesi. La Cina e l’India avanzano in Asia Africa e Sudamerica; la Russia ha fatto breccia anche in Europa dopo la disponibilità della Germania ad acquistare il suo vaccino Sputnik.

Il ritardo dell’Europa si riflette pesantemente nelle performance economiche: il Fondo monetario internazionale vede nel 2021 un mondo a tre velocità, con la Cina che realizza la crescita più vigorosa trainando alcuni paesi asiatici, in un secondo gruppo l’America che a sua volta sta accelerando la ripresa, mentre l’Eurozone sta rischiando di scivolare verso una seconda recessione.

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