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L’arte è di casa in un appartamento a Manhattan

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«Volevo allontanarmi dal mio lavoro il più possibile, entrare in questa casa e rilassarmi. Ho un gusto molto definito e stravagante, ma sentivo che potevo andare d’accordo con Robert e che avrebbe capito i miei desideri, anche quando mi contraddico». A parlare è il proprietario di questo appartamento a New York, l’hairstylist Guido Palau. Il famoso trendsetter ha alle spalle una carriera da sogno, ed è autore da più di un decennio di look influenti con nomi come Calvin Klein, Marc Jacobs, Prada e altri titani della moda.

Guido Palau apartment, Design: Robert Passal, Photography by Joshua McHugh

Trasferitosi a Manhattan dalla sua nativa Inghilterra, il guru delle acconciature aveva bisogno di un collaboratore per arredare l’appartamento. «Ho curato personalmente l’arredamento delle mie case a Londra», spiega Palau, «ma a causa del mio carico di lavoro, non le ho mai completate». Inoltre, giunto nella Grande Mela, il gusto di Palau si era allontanato notevolmente dal minimalismo che aveva caratterizzato i suoi appartamenti londinesi. «Parte della vita è minimalista, questo comporta nascondere delle cose e, in un certo senso, nascondere chi sei veramente», continua. «Qui invece voglio mostrare tutto me stesso, ciò che ho collezionato nella mia vita. Ho arredato questo luogo seguendo solo il mio gusto personale, non per accontentare gli altri».

Ad assecondare il gusto punk-stravagante del proprietario, il designer Robert Passal che ha dato pieno sfogo ai suoi capricci creativi. «Guido è un professionista e ha sempre rispettato la mia opinione», dice Robert. «Spesso accadeva che gli portavo dei pezzi dicendo: ‘Vivi con questo per qualche giorno e poi mi dici se ti sei trovato a tuo agio o no’. Poi più tardi mi chiamava: ‘Sai una cosa? Ora lo sento mio’».

Guido Palau apartment, Design: Robert Passal, Photography by Joshua McHugh

«In questo interno il design ha avuto un interessante processo evolutivo», osserva Passal. «Lo stile di Palau per le sfilate di moda spesso inizia con un concetto e si trasforma in tutt’altro, che è esattamente quello che è successo qui. Inizialmente voleva qualcosa di non strutturato e molto lunatico. Parlò di Parigi, di New York, degli anni ’20 e ’30, delle vecchie case che i viaggiatori inglesi riempiono di ricordi. Poi, man mano che il progetto cresceva, anche il suo gusto diventava più pulito, lineare. Guido immaginava uno spazio uniforme, quasi come una scatola bianca. Ma dal momento che a lui piace osare, abbiamo dipinto ogni stanza con lo stesso tono vaniglia. Il pop è nell’arte, nei fiori, nei libri». Continua Palau, «Non volevo che la casa fosse retrò o futuristica, o dare l’idea che tutto fosse stato acquistato nello stesso momento».

Guido Palau apartment, Design: Robert Passal, Photography by Joshua McHugh

All’interno il designer ha giocato sulle stratificazioni, portando avanti ricerche sulla storia, sulla natura, fino alla ceramica, creando angoli creativi che si sviluppano gradualmente. «Qui passiamo da un estremo all’altro. Da pezzi del 17esimo secolo a scaffalature industriali. Si tratta di autenticità, giustapposizione e contrasti. Una maschera africana guarda una poltrona danese contemporanea. Una chaise dei salotti dell’imperatrice Eugenia accanto a uno sgabello graffiato del ceramista Reinaldo Sanguino. Cristalli di roccia brillano in cima a una credenza laccata degli anni ’60», aggiunge Passal.

Una combinazione unica di periodi e stili, che abbraccia sia il design che l’arte, come la Venere di Urbino (Dopo Tiziano) di Jeff Muhs, dove le immagini rinascimentali incontrano l’astrazione dei colori, o la versione warholiana di Hunt Slonem sui classici ritratti ottocenteschi di Abraham Lincoln o di Mathew Brady. Nella tromba delle scale un assemblage di fotografi vicini e cari a Palau, fanno l’occhiolino alle tradizionali gallerie inglesi del 21esimo secolo.

Guido Palau apartment, Design: Robert Passal, Photography by Joshua McHugh

Infine Palau ci confessa la sua parte preferita dell’appartamento: la lussureggiante terrazza al piano superiore, ricca di piante e arbusti tipici dei giardini inglesi. «Quando è una bella giornata, apro le porte della terrazza, mi siedo, bevo il tè e contemplo», dice. «Ho vissuto in appartamenti molto più grandi, ma questo è di gran lunga il più armonioso. Non riesco a immaginare di poterlo lasciare».

Guido Palau apartment, Design: Robert Passal, Photography by Joshua McHugh

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