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Pell e i bonifici in Australia, chiusa l’inchiesta: nessun illecito

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Città del Vaticano – La Polizia federale australiana ha completato l’esame dei dati finanziari riguardanti i pagamenti giunti dal Vaticano. Nessun illecito è emerso. Lo fa sapere in un comunicato la stessa polizia australiana che ha chiuso quindi le indagini.

Non è stata riscontrata una condotta criminale sui trasferimenti finanziari che avevano generato sospetti di riciclaggio e di un tentativo di pilotare il processo per pedofilia a carico del cardinale George Pell.

La Polizia federale australiana ha dichiarato di “non aver identificato fino a oggi una cattiva condotta criminale”, completando l’analisi delle informazioni sui trasferimenti fornite dall’agenzia dall’Austrac, l’ente statale di controllo per i reati finanziari, riguardo al trasferimento dalla Città del Vaticano all’Australia di 2,3 miliardi di dollari australiani (oltre 1,4 miliardi di euro), in più di 400 mila transazioni.

L’Austrac aveva ammesso il mese scorso di aver commesso un errore nel calcolare l’importo totale trasferito dal Vaticano a causa di un guasto al computer. L’importo rivisto al ribasso è di 9,5 milioni di dollari australiani (6 milioni di euro), ben al di sotto dei 2,3 miliardi 1.454 milioni di euro) inizialmente calcolati.

I bonifici verso l’Australia a quanto pare non sono all’ordine del giorno delle indagini svolte dalla Santa Sede in merito alla compravendita dell’immobile di Londra per la quale è indagato il cardinale Angelo Becciu. Questi è indagato per offesa al Santo Padre, peculato, abuso d’ufficio e interesse privato.

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