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Il Regno Unito darà visti speciali ai cittadini di Hong Kong in fuga dalla Cina

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Circa 5 milioni di persone avranno la possibilità di lasciare Hong Kong per diventare cittadini del Regno Unito, scappando così dalle nuove leggi repressive imposte dalla Cina dopo una stagione di proteste nazionali

(foto: ANTHONY WALLACE/AFP via Getty Images)

Domenica 31 gennaio è entrato in vigore il nuovo regime di visti che consentirà ai cittadini e alle cittadine di Hong Kong di richiedere la cittadinanza britannica. Il nuovo canale preferenziale di migrazione è la risposta – anche diplomatica – del Regno Unito alle durissime leggi sulla sicurezza nazionale imposte dal governo cinese a Hong Kong, lo scorso giugno, precedute e seguite da numerose proteste degli attivisti pro-democrazia.

Possono richiedere il nuovo visto tutte le persone in possesso del passaporto British National Overseas (Bno) e i loro famigliari. Questo documento speciale, rilasciato dall’ex colonia prima del 1997, garantisce la nazionalità britannica, ma non la cittadinanza. Secondo il Guardian, circa 5 milioni di persone potrebbero fare domanda per il visto ed emigrare nel Regno Unito, di cui 3 milioni sono le dirette titolari del Bno e gli altri 2 i componenti delle rispettive famiglie. Questo comporterebbe – solo virtualmente, è ovvio – la perdita di più del 70% dell’intera popolazione di Hong Kong e di circa 36 miliardi di dollari l’anno.

Come prescritto dalla nuova regolamentazione, una volta ottenuto il visto, gli hongkongers potranno trasferirsi e lavorare nel Regno Unito, come fossero normali cittadini, e richiedere la cittadinanza dopo cinque anni di permanenza. Per complicare le cose, venerdì scorso il governo di Pechino ha annunciato che non riconoscerà più i passaporti Bno come legittimi documenti di viaggio o di riconoscimento. Questo provvedimento è in realtà un atto simbolico: i cittadini di Hong Kong possono usare i normali passaporti e anche le carte di identità per recarsi in Regno Unito. Per questo, la Cina ha anche dichiarato di essere pronta a prendere “ulteriori provvedimenti al fine di scoraggiare le migrazioni.

Molte persone ad Hong Kong non hanno ancora fatto richiesta per il nuovo visto, perché devono presentarsi fisicamente all’ambasciata britannica e farsi apporre un timbro sul passaporto. La paura di essere schedati e subire ripercussioni è molto forte, riportano fonti del Guardian, ma nonostante ciò le richieste di ingresso in Regno Unito sono aumentate di circa il 300% da giugno scorso. Al fine di tutelare i cittadini e le cittadine che vogliano lasciare la regione, il governo di Londra lancerà, il prossimo 23 di febbraio, un’applicazione con la quale i richiedenti non dovranno più avere bisogno del timbro sul passaporto e potranno completare la richiesta del visto online.

Dal Regno Unito, gli honkonghesi già emigrati stanno lanciando appelli ai propri connazionali, esortandoli a partire prima che Pechino imponga misure più restrittive.

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