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I mesi drammatici del coronavirus nel racconto di un’infermiera: “Quel papà ricoverato in ospedale e il dolore per mia madre”

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La quotidianità dell’infermiera di un reparto di rianimazione, divisa tra il lavoro – che da mesi consiste soprattutto nella lotta contro il Covid – e la famiglia: Laura Ferloni, studentessa universitaria di Olgiate Comasco, l’ha raccontata nel video “Saronno chiama Bergamo”, la cui protagonista è Filomena Ferraiuolo, che lavora appunto all’ospedale di Saronno (nel Varesotto).

“Tutto è nato da un post che Filomena ha pubblicato sui social e mi ha colpito molto – spiega Laura Ferloni – Io frequento un corso di laurea magistrale a indirizzo cinematografico e quindi sono portata a ragionare per immagini. Mi è venuto spontaneo pensare a come tradurre in un video le sue parole”. Detto fatto, ha contattato l’infermiera – “che è stata subito molto disponibile” – ed è nato il progetto: in poco più di tre minuti di filmato si alternano le immagini della vita in corsia di Filomena e dei suoi colleghi e quelle della vita della donna a casa, con la moglie e i figli.

“Nel post che Laura ha letto raccontavo un episodio risalente allo scorso 19 marzo: era la Festa del papà e sono riuscita a organizzare per un paziente una videochiamata con la famiglia a Bergamo. Per i suoi figli, che non si aspettavano di vederlo, è stato un regalo bellissimo – racconta Filomena Ferraiuolo – Mi sono resa conto di aver vissuto un momento di felicità. L’importante è non smettere mai di andare alla ricerca di questi momenti, che si possono trovare anche nelle situazioni più difficili e rendono la vita degna di essere vissuta”.

La primavera del 2020 per Filomena e per la sua famiglia è stata particolarmente impegnativa: da un lato l’emergenza sanitaria – “vissuta in prima linea anche da mia moglie, che è chirurga” – e dall’altro la preoccupazione e il dolore per la situazione a casa. “Mia madre era molto malata, ma non di Covid, e se n’è andata poco dopo – continua Ferraiuolo – È stato un periodo difficile. Eppure quell’episodio, che prima di diventare un post e un video è stato un racconto a tavola alla mia famiglia, ha portato a tutti un po’ di serenità. Quindi ho pensato fosse utile e bello condividerlo”.

Quel messaggio di speranza è stato poi tradotto in immagini da Laura Ferloni: “Le parti in ospedale sono state girate direttamente da Filomena, dato che io non potevo entrare, mentre di quelle in casa ci siamo occupati io e il mio amico Diego Armando Piraneo. L’intera famiglia ci ha aperto le porte e ci ha consentito di condividere frammenti della sua vita. È stato un dono importante”. Nel video c’è anche un salto temporale: si passa da marzo a ottobre, dalla prima alla seconda ondata. Gli operatori sanitari, che in primavera erano considerati eroi e applauditi dai balconi, hanno iniziato a essere visti troppo spesso con diffidenza e persino con rabbia. “Siamo diventati bravi a lasciarci scivolare addosso quello che dicono negazionisti e no vax. Continueremo comunque a impegnarci per curarli tutti, senza mai tirarci indietro – conclude Filomena Ferraiuolo – Chiediamo solo un pizzico di aiuto: rispettate le regole, è il solo modo per darci una mano a battere il virus”.

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