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Prof. Pregliasco a iNews24: “Terza ondata e tracciamento impossibile, sbagliato riaprire gli impianti sciistici”

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Fabrizio Pregliasco (screenshot da Youtube)

Il Prof. Fabrizio Ernesto Pregliasco, Direttore Sanitario dell’IRCCS Istituto Galeazzi di Milano e membro del CTS lombardo, spiega le cause della terza ondata: “Contatti eccessivi durante le festività”. Sulla campagna di vaccinazione e le relative polemiche non ha dubbi: “È partita come un diesel, ma funzionerà alla grande”

Professore, l’analisi dei dati degli ultimi giorni sembra evidenziare un peggioramento della situazione epidemiologica nel nostro Paese, sono gli effetti della terza ondata?

“Diciamo che, purtroppo, queste sono le prime avvisaglie di quella che sarà la terza ondata che si aggancerà ad una seconda che non è ancora terminata. E tenga conto che questa è una fotografia alterata, perché basata su un numero molto inferiore di tamponi effettuati rispetto a qualche settimana fa. Temo che vedremo un ulteriore incremento dei ricoveri e dei contagi da qui a metà gennaio”

Perché proprio ora?

“Purtroppo, la scelta di allentare le maglie in una fase ancora così incerta come quella che stiamo vivendo ha i suoi rischi e ci espone, come si è visto anche nella prima ondata, a potenziali peggioramenti della situazione sanitaria. L’aumento dei contagi temo sia dovuto probabilmente ad un eccesso di contatti durante le festività

Ma con questi numeri, che tra l’altro sono destinati a peggiorare, sarà possibile eseguire un tracciamento?

“No, no, assolutamente. Siamo ancora abbondantemente sopra la possibilità di tracciare i contagi, dovremmo arrivare a 5mila, massimo 10 mila casi al giorno, non di più”

Ritiene che il sistema di restrizioni a colori e differenziato su base regionale, sia in qualche modo da rivedere?

“Non esiste un manuale di gestione per una situazione del genere. Io direi che tutto sommato dei risultati  importanti li abbiamo ottenuti: siamo riusciti ad appiattire la curva e ci sono altre nazioni importanti in Europa che stanno facendo peggio. Ecco, magari possiamo dire che, forse, il colore giallo dal punto di vista delle restrizioni era un po’ troppo libertario”

Lockdown in Europa

Boris Johnson (Getty Images)

Austria, Germania, Francia e Regno Unito però, proprio in virtù dei numeri di cui parlava poco fa, stanno facendo lockdown piu rigidi rispetto al nostro.

“Gliel’ho detto, anche la loro è una scommessa. Noi speriamo che le modifiche che abbiamo adottato rispetto alcuni parametri, possano essere sufficienti nel breve periodo. La prossima settimana comunque ci sarà un nuovo incontro che analizzerà l’andamento della curva e verificherà l’esigenza di ulteriori restrizioni

È certamente ancora presto per vedere gli effetti della campagna vaccinale, ma in questo senso quando potremo registrare un miglioramento?

“Quando verrà vaccinata almeno il 20% della popolazione, non prima”

E quale dovrebbe essere l’obiettivo da raggiungere in previsione dell’autunno?

“Almeno un 70% a settembre, questo è l’obiettivo. Speriamo sia possibile”

La campagna di vaccinazione

Vaccino italiano Covid
Vaccino Covid (Getty)

Come le sembra stia andando la campagna di vaccinazione fino a questo momento?

È partita come un diesel, ma al di là delle polemiche, o delle elevatissime sensibilità  (ride-ndr) che ci sono sull’argomento, ritengo che l’organizzazione sia stata corretta e che, oliata nel modo giusto, possa funzionare alla grande

Cosa pensa di quei suoi colleghi che hanno espresso posizioni così critiche nei confronti del vaccino?

“È davvero un peccato, perché mai come in questo momento ci sarebbe bisogno dell’informazione scientifica. Ovviamente, ognuno nel corso della carriera si specializza nella propria ricerca, si settorializza e magari con il passar degli anni di finisce a vivere dei ricordi dell’igiene e della medicina preventiva del passato. Credo che questi colleghi vadano accompagnati nella condivisione di queste conoscenze scientifiche, perché su un tema come questo non è ammissibile che i medici pongano dei dubbi così eccessivi

Riapertura di scuole e impianti sciistici

Covid Cts
Scuole superiori e coronavirus (Foto: Getty)

E sulla scuola? È possibile riaprire senza compromettere la situazione sanitaria?

“Noi, come Cts Lombardia, abbiamo ritenuto opportuno posticipare il rientro delle scuole superiori al 24 gennaio, confortati dal fatto che molte regioni, anche gialle come la Liguria, hanno condiviso questa idea. Dobbiamo riuscire a procedere gradualmente, valutando l’andamento territoriale e tenendo conto, insieme alle prefetture, di una verifica sulla fattibilità degli interventi previsti sia per lo scaglionamento che per il trasporto pubblico”

Si continua a parlare anche di una possibile riapertura degli impianti sciistici, lei che ne pensa?

“Per ora non posso che vederla in modo pessimistico.  Se la scuola è un rischio, che per certi versi dobbiamo correre, quello degli impianti sciistici credo invece sia un azzardo inutile. Capisco tutto il problema della filiera produttiva a cui sono legati numerosi lavoratori, davvero mi dispiace, ma temo che sarà necessario ed inevitabile continuare a chiedere degli ulteriori sacrifici”

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