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Coronavirus nel mondo: Usa, 4000 morti in un giorno. Gran Bretagna, test obbligatori su tutti gli arrivi dall’estero

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I casi di coronavirus a livello globale hanno superato oggi la soglia degli 88 milioni, con un incremento di tre milioni di infezioni in soli quattro giorni: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. Secondo l’università americana i contagi nel mondo sono attualmente oltre 88 milioni, con quasi 1,9 milioni di morti, rispetto agli 85 milioni e 1,8 decessi del 4 gennaio scorso.

Gran Bretagna, controlli obbligatori per chi arriva

Il Regno Unito introduce test obbligatori sul Covid per tutti gli arrivi internazionali nel tentativo di frenare la diffusione di nuove varianti di virus. Lo ha annunciato il dipartimento dei Trasporti. A partire dall’inizio della prossima settimana, tutti i viaggiatori provenienti dall’estero saranno tenuti a presentare un test negativo fino a 72 ore prima della loro partenza. I passeggeri che non rispettano la norma dovranno pagare una multa di 500 sterline. “Con lo sviluppo di nuovi ceppi del virus a livello internazionale dobbiamo prendere ulteriori precauzioni”, ha detto il segretario ai Trasporti, Grant Shapps.”Insieme all’attuale periodo di autoisolamento obbligatorio per i passeggeri di ritorno dai Paesi ad alto rischio – ha aggiunto – i test pre-partenza forniranno un’ulteriore linea di difesa”. L’annuncio segue la recente decisione di sospendere temporaneamente i viaggi per a da il Sudafrica. Di fronte a un forte aumento delle infezioni da coronavirus, spinto dal nuovo ceppo, la Gran Bretagna è entrata in un rigido lockdown con scuole e negozi non essenziali chiusi per almeno sei settimane dopo che le misure precedenti non sono riuscite a fermare il ripido aumento dei casi. Ieri il Regno Unito ha registrato altri più di 1.100 decessi, il secondo più alto tributo dal picco della prima ondata nell’aprile dello scorso anno. In base alle nuove regole, tutti i passeggeri in arrivo da Paesi non inclusi nella lista dei corridoi di viaggio del governo dovranno autoisolarsi per dieci giorni, indipendentemente dal risultato del test di Covid.

Il Brasile supera la soglia di 200 mila morti per Covid

Il Brasile supera la soglia dei 200mila morti per il coronavirus. È il secondo bilancio delle vittime più pesante dopo gli Stati Uniti. Questa cifra rende il Brasile “il paria internazionale della salute pubblica”, titola il quotidiano brasiliano O Globo. Gli specialisti si aspettano il peggio all’inizio dell’anno: l’ultimo bollettino ufficiale del Ministero della Salute riporta un record di nuove contaminazioni (quasi 88mila) e non meno di 1.500 nuovi decessi registrati nelle ultime 24 ore, la seconda cifra più alta dall’inizio della pandemia. La situazione non potrà migliorare a breve visto che la campagna di vaccinazione deve ancora iniziare a fronte di molti Paesi che hanno già iniziato a immunizzare le loro popolazioni, compresa la vicina Argentina.

Stati Uniti, record di morti: quasi 4000 in 24 ore

Giovedì gli Stati Uniti hanno registrato un nuovo record di morti nelle 24 ore, raggiungendo quasi il limite di 4.000 morti giornaliere, secondo i dati della Johns Hopkins University che si riferiscono. Allo stesso tempo, il Paese ha registrato più di 265.000 nuove contaminazioni, secondo un comunicato diffuso da Afp. Il precedente record di morti in un giorno è stato registrato martedì, con 3.936 morti (3.998 giovedì).

Osaka, Kyoto e Hyogo verso l’estensione dello stato di emergenza

La prefettura di Osaka, a cui si sono aggiunte quelle limitrofe di Kyoto e Hyogo, ha avviato le procedure per richiedere formalmente al governo di essere inclusa al più presto nella dichiarazione dello stato di emergenza, per permettere alle autorità locali di far fronte al sempre crescente numero di contagi. “È fondamentale farlo prima che sia troppo tardi”, ha dichiarato in conferenza stampa il governatore di Osaka Hirofumi Yoshimura.vIl rapido aumento del numero di contagi sta portando il sistema medico-sanitario della capitale giapponese verso il collasso, con l’88% dei 3.500 letti destinati a pazienti affetti da Covid-19 già riempiti. Il governo metropolitano della capitale ha chiesto al governo centrale di aumentare il numero totale di posti letto della capitale a 4.000, per far fronte alla continua domanda di ricoveri. “I 3.500 posti letto saranno sicuramente riempiti entro pochi giorni e la situazione peggiorerà fino a non poter più garantire assistenza a tutti i pazienti, non solo quelli affetti da Covid“, ha dichiarato il presidente della Tokyo Medical Association Haruo Ozaki. “C’è anche da considerare che il personale medico è allo stremo, medici e infermieri svolgono turni massacranti da prima delle feste di Capodanno e per questo è necessario ridurre i nuovi ricoveri al più presto con ogni mezzo”, ha aggiunto Ozaki.

Australia, vaccinazioni al via da metà febbraio

Il piano nazionale di immunizzazione contro il coronavirus in Australia partirà a metà febbraio, con l’obiettivo di vaccinare circa 12,5 milioni di persone (metà della popolazione) entro giugno: lo ha annunciato il primo ministro Scott Morrison. Le vaccinazioni saranno gratuite e spetterà agli Stati e ai territori della federazione decidere se il vaccino debba essere obbligatorio per alcuni gruppi di persone, come gli operatori sanitari. L’Australia conta di ottenere l’approvazione del vaccino Pfizer da parte dell’autorità nazionale (la Therapeutic Goods Administration) entro fine gennaio. Il mese prossimo dovrebbe essere approvato anche il vaccino Oxford-AstraZeneca, di cui il colosso farmaceutico australiano CSL (Commonwealth Serum Laboratories) ha in produzione 50 milioni di dosi nei suoi laboratori di Melbourne.

Germania, nuovo record vittime, 1.188 in 24 ore

Il Robert Koch Institut ha registrato un nuovo record di vittime in Germania: nelle ultime 24 ore, stando al bollettino quotidiano sul Covid, sono stati segnalati 1.188 decessi (finora il numero massimo era stato raggiunto il 30 dicembre, con 1.129 morti). Le nuove infezioni sono 31.849. Gli esperti ribadiscono che i dati potrebbero anche spiegarsi con un ritardo delle segnalazioni, dovuto alle feste. Il 5 gennaio è stato deciso il prolungamento del lockdown nella Repubblica federale.

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