cronaca

Ritorno in classe, il prefetto di Milano: “Sanzioni a chi sfora la soglia del 50%”. I presidi insorgono: “La scuola non è un panetto di burro”

ritorno-in-classe,-il-prefetto-di-milano:-“sanzioni-a-chi-sfora-la-soglia-del-50%”.-i-presidi-insorgono:-“la-scuola-non-e-un-panetto-di-burro”
Spread the love

Avvio delle lezioni con polemica per gli studenti delle scuole superiori di Milano e provincia. L’11 gennaio, dopo due mesi di didattica a distanza dovrebbero rientrare in classe al 50%. Ma a pochi giorni dall’agognato ritorno in aula, si consuma un durissimo scontro istituzionale. Il prefetto del capoluogo lombardo, Renato Saccone, “minaccia” i presidi di prendere provvedimenti disciplinari se, per il rientro in presenza degli studenti delle superiori, si dovessero registrare scostamenti significativi da quel 50% previsto dall’ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza. E i dirigenti scolastici insorgono.  

“Dalla rilevazione effettuata sui dati comunicati dalle scuole – si legge nella nota inviata ieri ai presidi dal prefetto – risultano sforamenti in eccesso della soglia del 50% fissata per la didattica in presenza, che rappresentano inadempienza alla predetta ordinanza, sanzionabile ai sensi” del decreto legge dello scorso 25 marzo. Un tono che ha fatto saltare dalla sedia diversi capi d’istituto non abituati ad un simile linguaggio nei loro confronti. “La scuola – rispondono a tono i presidi lombardi – non è un panetto di burro, che si può tagliare alla grammatura desiderata. Va rispettata la composizione delle classi e la didattica”.

Anche perché, nel prosieguo della missiva il prefetto ribadisce che le eventuali inadempienze saranno accertate dal provveditorato agli studi o dall’ufficio scolastico regionale, mentre la sanzione sarà stabilita dallo stesso prefetto. “Questa prefettura avrà cura dei procedimenti sanzionatori” a carico dei presidi inadempienti. Specificando che lo scostamento massimo tollerato sarà, in più o in meno, del 2%. E la reazione dei dirigenti scolastici non si fa attendere. L’Anp della Lombardia, con una nota che spiega perché non è sempre possibile attenersi rigidamente al 50%, parla di “incredulità, sconcerto e grande delusione” per la nota a loro rivolta.

“I toni usati – prosegue Massimo Spinelli – sono intimidatori ed irricevibili. Vengono minacciate sanzioni ai dirigenti per scostamenti di qualche punto percentuale. Questo tono è inaccettabile, nel merito e nel metodo”. I dirigenti scolastici ricordano che lavorano “senza sosta da febbraio 2020, estate e pause natalizie comprese, hanno garantito un’apertura ordinata e sicura degli istituti a settembre e la garantiscono anche ora. Essere richiamati – proseguono – alla minaccia di sanzioni è quantomeno paradossale oltre che profondamente mortificante per tutto l’impegno, il lavoro e la passione” profuse in questi mesi e protestano “con decisione rispetto ai toni e ai contenuti della nota”. Chiedendo “che si inizi da subito a dare riconoscimento, da parte delle autorità, alla competenza dei dirigenti scolastici e all’autonomia organizzativa delle scuole prevista dalla legge”.

0 commenti su “Ritorno in classe, il prefetto di Milano: “Sanzioni a chi sfora la soglia del 50%”. I presidi insorgono: “La scuola non è un panetto di burro”

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: