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Covid e ritorno a scuola, Sala: “Spero si parta il 7”. La bocciatura dei sindacati: “Nodo trasporti e orari, meglio rinviare ancora”

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L’incertezza sulla possibilità di tornare in classe da giovedì si somma all’enorme sforzo organizzativo a cui sono chiamate in questi giorni le scuole superiori. “Non ci si rende conto di quanto sia complesso cambiare l’orario con insegnanti che operano in più classi se non addirittura in istituti diversi”. Tobia Sertori, segretario generale di Flc Cgil Lombardia, fatica a comprendere la decisione di prevedere il ritorno in classe del 50 per cento da giovedì e l’idea di passare al 75 per cento dopo una settimana. “L’obiettivo è riportare in classe i ragazzi in sicurezza – aggiunge – , ma vista la situazione di grande incertezza a pochi giorni dalla ripresa delle lezioni forse sarebbe più sensato ripartire con la didattica a distanza e tornare in classe con il 75 per cento degli studenti dal 18 gennaio. In questo modo si potrebbe anche monitorare l’evoluzione dei contagi nei prossimi giorni”.

Spera invece che si parta nella data prevista il sindaco di Milano Beppe Sala: “Io spero si possa aprire, anche perché i nostri ragazzi sono a casa da tanto, troppo tempo. Poi lascio agli esperti della materia capire se effettivamente lo si può fare. Ma la mia speranza é che si possa aprire”.

In ogni caso restano le criticità legate alla riorganizzazione degli istituti e, in particolare, all’applicazione dei due turni. “Gli studenti di tecnici e professionali che entrano al secondo usciranno sicuramente dopo le 15,30 e saranno a casa nel tardo pomeriggio – aggiunge – . Le superiori non hanno mense e non si può pranzare nelle aule. Senza considerare la mancanza di personale per provvedere alla sanificazione delle scuole con un orario così dilatato”.

In attesa di decisioni ufficiali da Roma, Carlo Giuffré, segretario generale di Uil Scuola Lombardia, si esprime positivamente sul rientro. “Credo che in Lombardia si tornerà a scuola giovedì, sarà importante sperimentare le misure previste nel campo dei trasporti”, spiega, criticando però il passaggio al 75 per cento degli studenti in presenza dopo pochi giorni. “Dobbiamo garantire il rientro dei ragazzi in sicurezza, con il 50 per cento le scuole riuscirebbero a garantirla più facilmente e anche i mezzi pubblici sarebbero meno provati”, sottolinea, ribadendo però “la necessità di potenziare l’organico delle Ats, dal momento che anche prima delle vacanze di Natale ci sono state criticità e ritardi nelle risposte alle scuole”.

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