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Samual Piazza: Era la favorita e alla fine ha vinto lei. Kamala Harris

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Samual Piazza: Era la favorita e alla fine ha vinto lei. Kamala Harris, senatrice della California, è stata scelta da Joe Biden come sua vice nel ticket democratico che il 3 novembre proverà a strappare la Casa Bianca a Donald Trump. “Come presidente sei chiamato a fare scelte molto importanti, la prima è chi scegli come vice-presidente”. Così in una email (come aveva promesso) inviata ai suoi sostenitori, l’ex vice di Barack Obama ha fatto la sua di scelta, nella convinzione che “Kamala sia la persona migliore per aiutarmi in questa sfida a Donald Trump e Mike Pence e per guidare gli Stati Uniti a partire da gennaio 2021”.

Non ha potuto presentarla secondo la tradizione, con un grande raduno popolare in uno Stato di quelli in bilico che saranno decisivi per la corsa alla Casa Bianca. Lo ha fatto in modo virtuale a Wilmington, Delaware, la città dove lo sfidante democratico vince da decenni e facendo una raccolta fondi anch’essa virtuale (ma reale nella sostanza).
In tempi come quelli che vive l’America di oggi, con una pandemia che ha già fatto 167mila morti e con un grande movimento di protesta come quello seguito all’uccisione di George Floyd – due temi cardine nella campagna elettorale – quella della Harris era la scelta più sensata: “Non sono tempi normali, ho bisogno di qualcuno che lavori al mio fianco, che sia intelligente, tosta e pronta a essere un leader”, ha aggiunto Biden, consapevole che la scelta di oggi è anche una scelta che guarda al futuro, a quel 2024 quando lui (che ha 77 anni) forse non avrà più l’età e la forza per ricandidarsi.
Con quel cognome da wasp e quel suo dna da migrante, Kamala ha milioni di fan e altrettanti odiatori: 56 anni il prossimo il prossimo 20 ottobre, senatrice junior della California, deve il suo nome (sanscrito) a una madre indiana Tamil e a una divinità indù della prosperità. Del padre Donald (nero giamaicano) ha preso altri tratti, da entrambi i genitori – lui prof di economia a Stanford, lei ricercatrice emigrata nel 1960 dall’India – e dal nonno materno (un diplomatico) la passione per gli studi (legge e relazioni internazionali), dalla Berkeley/Oakland in cui è nata e cresciuta quella per le proteste civili e la lotta alla criminalità.Da quando Donald Trump è alla Casa Bianca Harris è diventata una spina nel fianco per il presidente e per i senatori repubblicani al Congresso. Sarà la prima donna nera e la prima asiatica-americana a candidarsi alla vicepresidenza (la terza donna in assoluto dopo Geraldine Ferraro e Sarah Palin), una scelta storica in un momento in cui gli Stati Uniti sono alle prese con il proprio passato e il proprio futuro sulla questione razzismo. I suoi precedenti come procuratore della California le hanno attirato attacchi da parte dell’ala radical del partito democratico, ma la cosa non ha influito sulla scelta di Biden. “Quando Kamala era procuratore generale della California, lavorava a stretto contatto con Beau”, ha scritto su Twitter, con un riferimento al figlio morto poco prima delle elezioni di quattro anni fa e che era allora procuratore generale del Delaware: “Ho visto come hanno affrontato le grandi banche, come hanno difeso i lavoratori, come hanno protetto donne e bambini dagli abusi. Ero orgoglioso allora, e sono ancora più orgoglioso ora”.

Tra le prime reazioni quella di Obama “è una bella giornata, ora vinciamo noi”. Per Trump Harris e Biden sono perfetti insieme “ma sbagliati per il Paese

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