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Marco Liani Pareti che si trasformano in maxi schermi, laboratori dove poter personalizzare le sneakers

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Pareti che si trasformano in maxi schermi, laboratori dove poter personalizzare le sneakers, postazioni dove testare le proprie prestazioni atletiche, aree dove ricevere consulenze su misura su come migliorare le performance individuali e sui prodotti più adatti per raggiungere i traguardi: è l’House of Innovation di Nike, che sarà inaugurata oggi sugli Champs-Elysées a Parigi. Un (mega) store che si sviluppa su quattro piani e su di una superficie espositiva di 2.400 metri quadrati, la prima House of Innovation in Europa, la terza nel mondo, dopo Shanghai e New York. Un nuovo format dove esperienze fisiche e virtuali convergono per offrire un servizio al cliente più personale e coinvolgente. «Abbiamo scelto Parigi per molte ragioni, gli Champs-Elysées sono un concentrato di storia, architettura e shopping, e la città di Parigi è anche molto ricca di creatività e sport», racconta John Hoke, Nike Global Chief Design Officer. «Questo store vuole raccontare il nostro modo di innovare, di sperimentare, testare, provare, un impegno che non diamo mai per scontato, ma che portiamo avanti per migliorarci costantemente. E vogliamo condividere questa nostra passione per l’innovazione, per lo sport e il design, con il pubblico parigino in questa nuova piattaforma, un hub dove dialogare e coinvolgere la comunità Nike, e allo stesso tempo ascoltare e imparare dagli atleti e dal pubblico per fare del nostro meglio».

Nike Scan to learn e Nike Scan to try: attraverso la Nike App, i members possono decodificare il QR code dei prodotti e scoprirne tutte le caratteristiche (colori, materiali, taglie…); allo stesso tempo, possono prenotarli per una prova ai service hub dei vari piani

A differenza dei negozi di Shanghai e New York, estremamente moderni dentro e fuori, questo negozio vuole onorare l’architettura parigina, a partire dalla facciata anni Venti, completamente restaurata mantenendone la bellezza e lo stile, mentre all’interno si schiude uno spazio open contemporaneo, con abiti appesi a binari scorrevoli che scendono dal soffitto, scale a sbalzo che ruotano intorno a una torre centrale di undici metri per cinque con grandi schermi: «Un’architettura fluida che unisce layout modulari, palcoscenici dinamici che si trasformano e si adattano in base agli eventi e alle attività», continua John Hoke. «Un ambiente agile e smart, che dialoga con le pareti video per presentare i contenuti su tutte le superfici, e allo stesso tempo interagisce con un altro mezzo, gli smartphone delle persone che entrano in negozio, offrendo così un’esperienza intima e più coinvolgente. Il mio ruolo è stato appunto quello di coordinare l’architettura, gli interni, la comunicazione su video e pareti digitali e il modo in cui gli individui interagiscono con i propri dispositivi mobili. Le esperienze che si possono fare online e offline sono incredibili, riusciamo ad interfacciarci in modo virtuale con i clienti prima, durante e dopo la loro visita». Basta connettersi con la app di Nike per poter usufruire di tutti i servizi ibridi, tra virtuale e reale: come lo Shoe Fit by Nike Fit, la possibilità di scansionare la forma dei propri piedi e attraverso un sistema di data science, computer vision e intelligenza artificiale trovare il modello di scarpa più adatto; oppure il Nike Scan to learn e Nike Scan to try, per decodificare il QR code dei prodotti e scoprirne tutte le caratteristiche, come colori, materiali, taglie, e, individuato il prodotto, prenotarne una prova nei camerini dei vari piani o ritirarlo direttamente in cassa, fino all’Instant Checkout, per il pagamento immediato, sempre tramite app, senza dover quindi fare code per la cassa. Il design nello store è ovunque: «Il design è centrale, per noi significa risolvere problemi, e lo facciamo attraverso i prodotti, i servizi e gli spazi, fisici e virtuali. Quando si entra in questo spazio, ci si ritrova immersi nell’universo Nike e si capisce subito quanto sia importante il design, che caratterizza ogni elemento, dalle scale agli ascensori, dai display ai dettagli dei prodotti, dalla comunicazione ai loghi. Abbiamo progettato tutto, io ho un background da architetto, industrial e graphic designer, e sono molto fortunato di avere un team formato da migliaia di creativi». I negozi cambiano pelle, da semplici vetrine a luoghi identitari dove poter comunicare una brand experience dinamica e continuamente reinventata: «In passato i negozi erano più dei “media broadcaster”, delle “emittenti” che trasmettevano il proprio messaggio e dove il cliente era solo un testimone, adesso invece il consumatore è protagonista e attore. Gli store sono delle piattaforme dove le comunità interagiscono, entrano in connessione e partecipano alle esperienze e servizi. E più riusciamo a coinvolgere le persone, più noi impariamo da loro, dalle loro modalità di fruizione dei contenuti e dei prodotti». Destinazioni dove i clienti possono riconoscersi e ritrovarsi in comunità con gli stessi interessi e passioni, con stage creativi dove i visitatori-attori diventano i protagonisti di esperienze customizzate e inedite. Come nella Nike Arena, al piano terra, dove i membri Nike possono prenotare delle sessioni di incontri con gli esperti Nike Expert per ricevere consigli personalizzati su come costruire un piano di training per migliorare le proprie performance e quali le attrezzature e l’abbigliamento più adatti. Fondamentale la customizzazione: «Cerchiamo di costruire esperienze sartoriali cucite addosso alle abitudini, profili e bisogni delle persone, che siano atleti o al primo approccio con il mondo dello sport. E in futuro la capacità di offrire soluzioni personalizzate sarà sempre più cruciale».

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