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TRUFFA MILANO: Operazione della guardia di finanza su ordine della procura. Secondo le indagini, ai consumatori venivano addebitati costi per servizi che non avevano chiesto

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Sono in corso da stamattina perquisizioni e sequestri nella sede legale di Wind-Tre a Rho, nel Milanese, per una operazione della guardia di finanza su attivazioni fraudolente di servizi a pagamento sui cellulari. Secondo le indagini, ai consumatori venivano addebitati costi per servizi che non avevano chiesto e per cui non avevano dato il consenso. Oltre dieci gli indagati. Le autorità hanno anche inviato una lettera al Garante per le telecomunicazioni sulla posizione di Vodafone e Tim. Sull’operazione si terrà stamattina alle 11.30 una conferenza stampa in procura a Milano col procuratore della Repubblica, Francesco Greco e l’aggiunto Eugenio Fusco, a capo del dipartimento Frodi, tutela dei consumatori e reati informatici, assieme al sostituto che ha coordinato le indagini, Francesco Cajani.

Sono tre i dirigenti di Windtre, nonchè di aggregatori/hub tecnologici, e content service provider (CSP) che, in concorso tra loro e insieme ad altre 8 persone, sono indagati per la truffa agli utenti portata alla luce dai militari della guardia di finanza del Nucleo tutela privacy e frodi tecnologiche. Questa mattina nell’ambito dell’indagine, come detto, è stata anche perquisita la sede della compagnia telefonica, nata dalla recente fusione. Un business illecito da milioni di euro – secondo gli investigatori – con opportunità di guadagno “mediante le attivazioni dei servizi a pagamento sulle connessioni mobili” degli utenti. La tecnologia utilizzata si inseriva anche nello “scambio di dati tra macchine” (il cosiddetto “machine to machine”, m2m) e non necessitava di alcun consenso da parte degli utenti. Le ipotesi di reato sono frode informatica ai danni dei consumatori, intrusione abusiva a sistema telematico e tentata estorsione contrattuale.

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