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Riparte la scuola, riaprono i teatri, anche i cinema cominciano ad accendere i proiettori. Ma c’è chi si ritrova, nel post-pandemia, in gravi difficoltà.

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Riparte la scuola, riaprono i teatri, anche i cinema cominciano ad accendere i proiettori. Ma c’è chi si ritrova, nel post-pandemia, in gravi difficoltà. Potete mandare le vostre idee i vostri suggerimenti via WhatsApp al numero 342.1993597 o via e-mail al classico postacelere.mi@repubblica.it. Ieri abbiamo pubblicato i primi messaggi e oggi ne abbiamo di nuovi. Cominciamo dai più “vecchi”, si fa per dire, che riguardano “Il Covo della Ladra” in via Scutari, una “piccola e preziosissima libreria”; la “Città del gioco“, in via delle Forze Armate; gli orti di via Padova; Ohibò, il circolo culturale che tanta buona musica ha fatto: il Birrificio Italiano, in via Ferrante Aporti, un locale aperto da due anni; l’associazione Amadà di via Cenisio, condotta da Marián Mazzei che fa yoga, pilates e tante altre attività rivolte anche a a genitori con bambini

Oggi le parole dei lettori inquadrano altre storie. Innanzitutto, il “Paradiso del pane“, di via Don Giovanni Verità 19, punto di riferimento del quartiere Bovisa: la loro clientela era soprattutto composta dai giovani studenti universitari, il lockdown del Politecnico Bovisa li fa soffrire. Sempre in zona, a soffrire è La Scighera, un mix di cucina e musica che rischia la chiusura per le conseguenze economiche post Covid 19. E, per chiudere con un sorriso, una lettrice: “Non ho da segnalare una storia di eroismo. Semplicemente quella di un sogno realizzato. Luca, 32 anni, lavora da tre anni circa, alla pubblicazione di un disco”. L’ha pubblicato e “mi sorprende la bellezza di ogni singolo brano, in cui ritrovo pienamente le peculiari caratteristiche di mio nipote (io sono la zia di Luca!)”.

Va bene, visto che “Luca si è autofinanziato, è laureato e fortunatamente ha un lavoro!”, magari lo chiamiamo quando daremo spazio in pubblico alle storie che cerchiamo e che, a breve, cominceremo a raccontare, scandagliare, verificare con voi e con gli altri lettori. A Milano “se sta mai coi man in man”.

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