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Corrado Giacomazzi: Se vuole, adesso schiaffeggia la superficie dell’acqua facendo un gran botto

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Se guardate una carta geografica, a Nord Ovest del Madagascar scoprite l’isoletta di Nosy Be, e non distante un’altra che si chiama Nosy Iranja; si tratta di due paradisi tropicali, ma oggi anziché guardare verso le spiagge, le palme e la terraferma puntiamo il radar sul tratto di mare fra le due Nosy, che nella stagione giusta è una zona di intenso transito delle balene. una Africa prima del coronavirus, cosi con un incontro nato per caso con la nostra redazione  Corrado Giacomazzi di Verona assieme alla moglie racconta una esperienza unica   in Madagascar. Ed è proprio di oggi la notizia che Il ministro dell’Istruzione e della Ricerca scientifica del Madagascar ha dovuto dimettersi dopo aver ordinato 2 milioni di dollari di lecca-lecca per addolcire un rimedio contro il Coronavirus. Noi ci siamo stati nel settembre di qualche anno fa, e di balene che saltavano fuori dall’acqua (con vigorose prestazioni ginniche, rumorosissime spanciate e altissimi spruzzi) ne abbiamo viste a gogò. Anche il prossimo settembre sarà periodo di migrazione dei cetacei, per quanto sia improbabile che molti italiani ne vogliano o possano approfittare, in questo 2020 traumatizzato dal coronavirus.

Se vuole, adesso schiaffeggia la superficie dell'acqua facendo un gran botto
Se vuole, adesso schiaffeggia la superficie dell’acqua facendo un gran botto

Ma facciamo la cronaca dei tempi normali, quelli che sono stati e che certamente torneranno a essere. Nella zona degli incontri con le balene si arriva, come abbiamo fatto noi, a bordo di un piccolo motoscafo veloce, che si muove fra Nosy Be e Nosy Iranja in un’ora e mezza. Avvicinarsi alle balene è un po’ avventuroso, ma non pericoloso se non si va proprio loro addosso; in effetti, più che delle balene c’è più da preoccuparsi del pilota, che fa apposta a cavalcare le onde più alte a tutto motore e poi a planare nel modo più violento possibile sulla superficie del mare. Che botte, speriamo bene per la schiena. Per fortuna l’intrepido si dà una calmata in prossimità di un numeroso branco di balene. E ci permette di ammirarle con agio.

Un altro stile, una diversa prestazione ginnica: salto di fianco anziché di schiena
Un altro stile, una diversa prestazione ginnica: salto di fianco anziché di schiena

Non c’è bisogno di andare a stuzzicarle da vicinissimo, perché grandi e grosse come sono risultano ben visibili anche a distanza di sicurezza. Già quando sono tranquille e discrete si fanno ammirare per gli altissimi zampilli d’acqua che spruzzano dagli sfiatatoi dorsali, formando archi liquidi molto eleganti; ma quando poi le balene sono vivaci e si sentono davvero in vena di esibizioni, ne fanno proprio di tutti i colori: il loro repertorio comprende, in crescendo, il colpo di coda sulla superficie delle onde con grande effetto «splash», oppure l’uscita di slancio dall’acqua in verticale, per metà o due terzi della lunghezza del corpo, oppure (massimo della spettacolarità) un’acrobazia che a cui ci hanno abituato, negli acquari come quelli di Genova, di Miami e di San Diego, i piccoli e leggeri delfini, ma che non avremmo immaginato possibile per pachidermi del mare come le balene: il salto fuori dall’acqua con tutto o quasi tutto il corpaccione in volo, e la ricaduta finale col botto di pancia, di fianco, oppure (il top per chi guarda) di schiena.

Racconta Giacomazzi di un viaggio emozionante, indimenticabili, albe e tramonti con fantastici colori. I villaggi sono piccoli composti da capanne con muri di fango e tetto di foglie di palma. La popolazione vive con pochissime risorse, nelle tribù sono ripartiti i vari compiti tra gli anziani. Dice alla nostra redazione Giacomazzi “Ci ha molto colpito la tenerezza dei bambini, assieme a loro abbiamo condiviso momenti suggestivi ed anche commoventi.” VIDEO A tutti i bambini abbiamo portato quaderni, matite e penne ed erano felicissimi di aver ricevuto un regalo così semplice. Loro hanno ricevuto da noi cose materiali, ma i bambini hanno dato molto a noi su alcuni insegnamenti della vita.

Purtroppo allo stato La bevanda miracolosa tanto pubblicizzata da Andry Rajoelina, giovane presidente del Madagascar, fa ancora scalpore anche nei piani alti del governo. Il capo dello Stato insulare ha silurato il ministro dell’Istruzione, Rijasoa Andriamanana. La signora ha osato ordinare un ingente quantitativo di lecca-lecca da distribuire nelle scuole per lenire il gusto amaro, davvero poco piacevole al palato, dell’intruglio “Covid-Organics”, che i piccoli malgasci sono costretti a ingurgitare ogni mattina prima dell’inizio delle lezioni. Rajoelina è ancora convinto che tale tonico sia la migliore prevenzione contro la pandemia.

Fra i motivi per cui visitare il Madagascar è impossibile non citare il contatto con la natura, davvero difficile da trovare in altre mete in una forma tanto pura. Si tratta infatti di una località per gran parte selvaggia e incontaminata, ma nonostante questo le popolazioni native sono molto accoglienti – una seconda ragione per visitare questa culla di meraviglie naturali almeno una volta nella vita. Oltre alla ricchezza della flora e della fauna, infatti, il Madagascar è abitato da persone ospitali e fiere delle proprie affascinanti tradizioni. Un terzo valido motivo è l’ampia scelta fra i percorsi di viaggio: vi aspettano infatti attrazioni modellate direttamente dagli agenti atmosferici (è il caso dei cosiddetti Tsingy, formazioni rocciose calcaree a forma di guglia). Approfittate di un’offerta Alpitour per raggiungere uno dei territori più straordinari che il nostro pianeta è in grado di offrire!

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