attualità Covid-19 cronaca cronaca

Putin “La situazione sul fronte della pandemia continua a essere drammatica”

Spread the love

Il primo ministro Mikhail Mishustin è stato dimesso dall’ospedale dopo essersi ripreso dal COVID-19 ed è tornato alle sue funzioni di capo del governo russo. Ma le buone notizie, per la Russia, potrebbero finire qui.

La situazione sul fronte della pandemia continua a essere drammatica. Durante lo scorso fine settimana, il Brasile ha superato la Russia come secondo paese più colpito al mondo (gli USA restano a capo di questa triste classifica), tuttavia i casi in Russia continuano ad aumentare e superano ormai quota 350.000. Ma quello che davvero spaventa sono le conseguenze economiche della crisi sanitaria e, soprattutto, delle misure di lockdown che continuano ad essere in vigore in molte regioni, inclusa la regione di Mosca, epicentro dell’epidemia e centro nevralgico dell’economia del paese. Dopo aver registrato per il Pil un aumento dell’1,6% nel primo trimestre del 2020, nel secondo trimestre, molti economisti si aspettano un calo del 16%, il peggior rendimento trimestrale dall’inizio degli anni ’90. Due terzi di questa contrazione derivano dalle misure di quarantena, mentre un terzo deriverebbe dal crollo dei prezzi del petrolio.

La situazione economica critica detta l’urgenza di avviare una difficile Fase 2. Come riporta il quotidiano russo Vedomosti, il primo ministro Mishustin ritiene che 27 regioni siano pronte per iniziare ad allentare le misure di quarantena. Diverse regioni hanno tuttavia iniziato ad ridurre prematuramente le restrizioni mentre i vertici di Rospotrebnadzor, l’agenzia russa dei consumatori, hanno richiesto ai governatori delle regioni di Sverdlovsk e Smolensk il ripristino e, in alcuni casi, l’inasprimento delle misure di quarantena. A Saratov, il blocco è tornato dopo un breve periodo di allentamento che ha portato i tassi di crescita giornaliera delle infezioni a salire del 7,5%, ben al di sopra della media nazionale del 3,9%. A Mosca e San Pietroburgo, anch’essa duramente colpita dall’epidemia, continueranno a vigere restrizioni severe, nonostante la parziale riapertura il 25 maggio di uffici governativi e di alcuni reparti ospedalieri che avevano interrotto la loro regolare attività per colpa dell’emergenza.

Il piano per la Fase 2

È in preparazione un piano in tre fasi per la rilancio dell’economia russa entro la fine del 2021. Secondo il ministro dell’economia Maxim Reshetnikov, il piano sarà presentato al governo nei prossimi giorni e potrebbe includere tre fasi:

Fase 1: adattamento. Attraverso il terzo trimestre del 2020, il governo mirerà a impedire che la recessione economica si diffonda in più settori e a stabilizzare la situazione nei settori più colpiti.

Fase 2: recupero. Dal quarto trimestre del 2020 al secondo trimestre del 2021, il governo mirerà al recupero dell’attività economica e degli standard di vita in tutta la popolazione.

Fase 3: crescita attiva. Dal terzo al quarto trimestre del 2021, l’economia russa dovrebbe tornare alla crescita attiva e il governo ripristinerà gli obiettivi di crescita pre-COVID, sperando di ottenere una crescita del Pil superiore alla media globale. Un piano ambizioso, il cui successo non potrà prescindere da condizioni internazionali favorevoli e, in particolare, da un rialzo dei prezzi del petrolio.

Il nodo del petrolio e del National Welfare Fund

Secondo le leggi di bilancio, i proventi dell’export energetico a prezzi del petrolio superiori a 42 dollari al barile sono depositati nel National Welfare Fund (NWF), il fondo sovrano russo che detiene attualmente l’11% del Pil della Federazione in risparmi liquidi da usare solo per coprire un deficit di bilancio dovuto ai bassi prezzi del greggio. Quando i prezzi del petrolio sono inferiori al limite di 42 dollari, l’NWF deve infatti coprire il gap, depositando la differenza nel bilancio federale. Sospendendo questa misura di legge, il governo potrebbe prendere direttamente dall’NWF i fondi necessari a finanziare le misure anticrisi per stimolare l’economia.

Secondo il ministro delle Finanze, Anton Siluanov ridurre le risorse dell’NWF per finanziare misure di anticrisi “non sarebbe saggio”. Se le condizioni economiche dovessero peggiorare ulteriormente, tuttavia, i funzionari del governo russo potrebbero valutare la possibilità di sospendere questa norma fiscale per il resto del 2020. In tale scenario, il bilancio federale riceverebbe direttamente tutte le entrate petrolifere per il resto dell’anno, anche se il prezzo del petrolio Ural superasse i 42 dollari. Se dovesse realizzarsi questa eventualità, oltre all’aumento della spesa sociale e al conseguente miglioramento delle condizioni di vita per molti cittadini, ci sarebbe probabilmente un innalzamento dell’indice di popolarità di Putin, cosa importantissima ai fini dell’esito del referendum costituzionale che potrebbe mantenere il presidente al potere fino al 2036. Il referendum era previsto per il 22 aprile, ma è stato rinviato causa pandemia. Le indiscrezioni sulle possibili nuove date per il voto si susseguono sui canali social russi e sembrano per ora suggerire due possibili opzioni: il 24 giugno o, più realisticamente, l’8 luglio. Non resta molto tempo, dunque, a Putin per tentare di migliorare una situazione economica che si preannuncia estremamente complicata per un paese che era già alle prese con la stagnazione economica ben prima dello scoppio della crisi COVID-19.

0 comments on “Putin “La situazione sul fronte della pandemia continua a essere drammatica”

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

%d bloggers like this: