Covid-19 cronaca

I fatti su Covid-19 per alcuni mai evidenziati dalla stampa.

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Fatti su Covid-19, curati da esperti e completamente referenziati, per aiutare i nostri lettori a fare una valutazione realistica del rischio virus. (Aggiornamenti vedi sotto)

„L’unico modo per combattere la peste è l’onestà.“ Albert Camus, La peste, 1947

Prospettiva

  1. Secondo i dati dei paesi e delle regioni meglio studiati, la mortalità di Covid19 è in media circa lo 0,2%, che è nel range di un’influenza grave e circa venti volte inferiore a quanto inizialmente ipotizzato dall’OMS.
  2. Anche negli “hotspot” globali, il rischio di morte per la popolazione generale in età scolastica e lavorativa è generalmente compreso nell’ambito del rischio di un viaggio giornaliero in auto per andare al lavoro. Il rischio è stato inizialmente sopravvalutato perché molte persone con sintomi lievi o nessun sintomo non sono state prese in considerazione.
  3. Fino all’80% di tutte le persone positive al test rimangono prive di sintomi. Anche tra i 70-79 anni, circa il 60% rimane privo di sintomi. Oltre il 97% di tutte le persone mostra al massimo sintomi lievi.
  4. Fino a un terzo di tutta la popolazione ha già una certa immunità di fondo a Covid19 a causa del contatto con i coronavirus precedenti (cioè comuni virus del raffreddore).
  5. L’età mediana o media dei deceduti nella maggior parte dei paesi (compresa l’Italia) è di oltre 80 anni e solo l’1% circa non aveva gravi patologie pregresse. L’età e il profilo di rischio dei decessi corrispondono quindi essenzialmente ad una normale mortalità.
  6. Nella maggior parte dei paesi occidentali, tra il 50 e il 70% di tutti i decessi si sono verificati in case di cura per anziani, che non hanno beneficiato dei confinamenti. Inoltre, in molti casi non è chiaro se queste persone siano davvero morte a causa di Covid19 o dello stress estremo, della paura e solitudine.
  7. Fino al 50% di tutti i decessi aggiuntivi potrebbe essere stato causato non da Covid19, ma dagli effetti del blocco, del panico e della paura. Ad esempio, il trattamento di infarti e ictus è diminuito fino al 60% perché molti pazienti non hanno più avuto il coraggio di andare in ospedale.
  8. Anche nei cosiddetti “decessi da Covid19” spesso non è chiaro se siano morti per o concoronavirus (per esempio a causa di malattie sottostanti) o se siano stati conteggiati come “casi presunti“, senza essere testati. Comunque, le cifre ufficiali di solito non riflettono questa distinzione.
  9. Molti resoconti dei media su persone giovani e sane che sarebbero decedute a causa di Covid19 si sono rivelati falsi: molti di questi giovani o non sono morti a causa di Covid19, erano già gravemente malati (ad es. di leucemia non diagnosticata), oppure avevano 109 anni invece di 9.
  10. Negli Stati Uniti, la normale mortalità complessiva giornaliera è di circa 8000 persone, di circa 2600 in Germania e di circa 1800 in Italia. Il numero dei decessi a causa dell’influenza è arrivato ad 80.000 negli Stati Uniti e a 25.000 in Germania e Italia. In molti paesi il numero dei decessi per Covid19 è rimasto al di sotto dei livelli delle forti stagioni influenzali.
  11. In alcune regioni, gli aumenti della mortalità possono essere influenzati da ulteriori fattori di rischio come alti livelli di inquinamento atmosferico e contaminazione microbica, nonché un collasso dell’assistenza agli anziani e ai malati a causa di infezioni, panico di massa e confinamento. L’applicazione di ordinanze speciali nella gestione dei defunti hanno talvolta comportato ulteriori congestionamenti nello svolgimento dei servizi funebri e di cremazione.
  12. In paesi come l’Italia e la Spagna, ed in una certa misura nel Regno Unito e negli Stati Uniti, i sovraccarichi ospedalieri dovuti a forti ondate influenzali non sono insoliti. Inoltre, fino al 15% dei medici e degli operatori sanitari sono stati messi in quarantena, pur in assenza di sintomi.
  13. Le curve esponenziali spesso mostrate di “casi corona” sono fuorvianti, poiché anche anche i test effettuati sono aumentati in modo esponenziale. Nella maggior parte dei paesi, il rapporto tra test risultati positivi e test complessivi (cioè il tasso di positività) è rimasto costante tra il 5% e il ​​25% o è aumentato solo leggermente. In molti paesi, il picco della diffusione dell’epidemia è già stato raggiunto ben prima del blocco.
  14. Paesi senza misure di confinamenti e divieti di contatto, come il Giappone, la Corea del Sud o la Svezia, non hanno registrato andamenti peggiori di altri paesi. La Svezia è stata persino elogiatadall’OMS e la sua popolazione beneficia ora di una maggiore immunità rispetto ai paesi con i blocchi.
  15. La paura di una carenza di ventilatori è stata ingiustificata. Secondo gli specialisti dei polmoni, la ventilazione invasiva (intubazione) dei pazienti Covid19, che è in parte motivata dalla paura di diffusione del virus, è spesso controproducente e dannosa per i polmoni.
  16. Contrariamente alle ipotesi originali, vari studi hanno dimostrato che non vi è alcuna prova del fatto che il virus si diffonda per aerosol (cioè particelle che fluttuano nell’aria) o attraverso infezioni da contatto (ad es. sulle maniglie delle porte, smartphone o dal parrucchiere).
  17. Non esistono inoltre prove scientifiche dell’efficacia delle mascherine in soggetti sani o asintomatici. Al contrario, gli esperti avvertono che tali mascherine interferiscono con la normale respirazione e possono diventare “portatori di germi“. I principali dottori le hanno definite un “clamore mediatico” e “ridicole“.
  18. Molte cliniche in Europa e negli Stati Uniti sono rimaste fortemente sottoutilizzate o quasi vuote durante il picco di Covid19 e in alcuni casi hanno dovuto mandare a casa il personale. Numerose operazioni e terapie sono state annullate, tra cui alcuni trapianti di organi e screening del cancro.
  19. Diversi media sono stati sorpresi nel tentativo di drammatizzare la situazione negli ospedali, a volte anche con immagini e video manipolatori. In generale, le notizie non-professionali di molti media hanno massimizzato la paura e il panico nella popolazione.
  20. I kit di test antivirus utilizzati a livello internazionale sono soggetti a errori e possono produrre risultati falsi positivi e falsi negativi. Inoltre, il test ufficiale del virus non è mai stato approvato clinicamente a causa della mancanza di tempo e talvolta può reagire ad altri coronavirus.
  21. Numerosi esperti di fama internazionale nei settori della virologia, dell’immunologia e dell’epidemiologia considerano le misure adottate controproducenti e raccomandano una rapida immunizzazione naturale della popolazione e la protezione dei gruppi a rischio. I rischi per i bambini sono praticamente pari a zero e la chiusura delle scuole non è mai stata giustificata dal punto di vista medico.
  22. Diversi esperti medici ritengono i vaccini contro i coronavirus siano inutili o addirittura pericolosi. In effetti, il vaccino contro la cosiddetta influenza suina del 2009, ad esempio, ha portato a gravi danni neurologici in milioni di persone ed a cause legali.
  23. Il numero di persone che soffrono di disoccupazione, problemi psicologici e violenze domestiche a seguito delle misure di confinamento è andato alle stelle in tutto il mondo. Diversi esperti ritengono che le misure possano causare un maggior numero di decessi rispetto al virus stesso. Secondo l’ONU milioni di persone in tutto il mondo potrebbero cadere in assoluta povertà e carestia.
  24. Edward Snowden, informatore della NSA, ha avvertito che la “crisi del Covid19” sarà utilizzata per la massiccia e permanente espansione della sorveglianza globale. Il rinomato virologo Pablo Goldschmidt ha parlato di “terrore mediatico globale” e di “misure totalitarie”. Il principale professore di virologo britannico John Oxford ha parlato di una “epidemia dei media”.
  25. Più di 500 scienziati hanno messo in guardia contro una “sorveglianza della società senza prece­denti” attraverso app problematiche per la “tracciabilità dei contatti”. In alcuni paesi, questa “tracciabilità dei contatti” viene già effettuata direttamente dai servizi segreti. In diverse parti del mondo, la popolazione è già monitorata dai droni e subisce interventi violenti della polizia.

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