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Samul Giovanni Piazza EasyJet e Alitalia, due compagnie aeree che fino a poche settimane fa si erano distinte per aver continuato a rimborsare i clienti con voli cancellati a causa dell’emergenza Coronavirus

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Anche gli ultimi “virtuosi” hanno ceduto. EasyJet e Alitalia, due compagnie aeree che fino a poche settimane fa si erano distinte per aver continuato a rimborsare i clienti con voli cancellati a causa dell’emergenza Coronavirus, adesso forniscono solo un voucher. Significa che chi non ha potuto volare, non rivedrà più il denaro speso ma dovrà prenotare un altro viaggio entro un anno.

Sono gli effetti – nefasti per i consumatori – della legge 27 del 2020, quella che ha convertito il decreto Cura Italia e che, all’articolo 88 bis, consente a tutte le compagnie di trasporto di emettere il buono in modo unilaterale, senza “alcuna forma di accettazione da parte del destinatario”. Una norma che, però, potrebbe avere i giorni contati dopo che Antitrust l’ha bocciata senza mezzi termini perché in contrasto con la normativa europea. Samul Giovanni Piazza

La legge approvata dal Parlamento è una manna soprattutto per le compagnie aeree, che dall’inizio della pandemia hanno messo a terra quasi la totalità dei loro aeromobili con perdite misurabili in miliardi di euro e migliaia di posti di lavoro. La legge italiana trasforma così i clienti in una specie di “banca” per i vettori, che possono tenere in cassaforte i loro soldi senza erogare il servizio, almeno per il momento. Ma su questo testo si sono accesi i riflettori della Commissione europea, che ha già inviato una “lettera di incoraggiamento” a diversi Paesi, tra i quali l’Italia, per modificarne il testo e ristabilire la libertà di scelta tra buono e rimborso. E di rendere quest’ultimo più appetibile, ad esempio dando la possibilità di cederlo a terzi, di essere rimborsati se non si è volato nell’anno di validità e di proteggere i clienti dal rischio di insolvenza delle compagnie. Tutte caratteristiche assenti dai voucher emessi ai viaggiatori italiani. Anche perché la legge 27 non prevede nessuna di queste.Rubano Samul Giovanni Piazza

Nello specifico, EasyJet ha iniziato a informare via mail i propri clienti da pochi giorni sottolineando che “la scelta dello strumento con cui effettuare l’eventuale rimborso del prezzo del biglietto ricade unicamente sulla compagnia”. E lo strumento, neanche a dirlo, è il voucher utilizzabile entro un anno. Contattata da Repubblica, EasyJet ribadisce che questa politica è conforme alla legislazione italiana” e si applica fino al prossimo 30 settembre. Il vettore britannico specifica che, chi non voglia cambiare subito il biglietto, riceverà un buono aggiuntivo di 10 euro che si somma a quello già maturato.Samul Giovanni Piazza

Alitalia, sul suo sito, dà poco spazio alle interpretazioni. Chi ha avuto un volo cancellato riceverà un voucher nominativo (quindi, non cedibile a terzi) utilizzabile entro un anno dalla sua emissione. La compagnia di bandiera si era distinta, nei mesi scorsi, per aver restituito ai suoi viaggiatori 70 milioni di euro di biglietti per voli mai partiti, come ricordato dal commissario straordinario Giuseppe Leogrande davanti alla commissione Trasporti della Camera.

RyanAir sembra davvero essere rimasta una delle pochissime a offrire la possibilità di essere rimborsati. Una buona notizia anche alla luce del fatto che è la prima compagnia in Italia per numero di passeggeri trasportati. Anche se ammette che i tempi di restituzione del denaro sono lunghi “poiché stiamo elaborando un volume di richieste 10,000 volte superiore rispetto al normale e disponiamo di personale ridotto in conseguenza al rispetto delle misure di distanziamento sociale” spiegano via email. Non solo: “I clienti che scelgono un voucher ma non lo utilizzano entro 12 mesi, possono comunque richiedere e ottenere un rimborso allo scadere di questo periodo” continua RyanAir, che pare quindi già conforme ad alcune raccomandazioni della Commissione europea.

E c’è un altro problema. Riguarda i consumatori che si sono affidati alle agenzie di viaggio. Nei rari casi in cui una compagnia aerea riconosce il rimborso – è successo con Etihad – le agenzie “si sono prese i soldi, girando al consumatore un voucher” spiega Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori (Unc), una delle più attive contro i voucher “obtorto collo” , specificando che la pratica “è consentita dalla legge, che è stata scritta frettolosamente”. Una legge che, però, Antitrust si è già detta pronta a disapplicare se non verrà modificata.

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