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“La criminalità organizzata ricicla il denaro nel noleggio di Ferrari e suv e nella vendita delle auto d’importazione usate.”

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Ferrari, Suv paurosi e anche le prestigiose Lamborghini Gallardo che sfrecciano sulle strade della periferia romana. Un’attrazione irresistibile per i criminali che fanno sfoggio della loro prevaricazione a Tor Bella Monaca o per sgommare a San Basilio. Tutte con targa straniera, spesso tedesca o polacca. I proprietari? Società di autonoleggio con sede legale all’estero ma con uffici reali e parchi auto importanti nella Capitale.
Da quando i controlli incrociati della polizia, dei carabinieri e della guardia di finanza si sono fatti più serrati grazie alle banche dati informatiche che verificano la sproporzione dei redditi con i beni di proprietà, i sogni di girare nella piazza di spaccio con una fiammante fuoriserie è affidata all’automotive illegale. È ultima trovata della malavita, che sfruttando i vuoti normativi che regolamentano il noleggio delle autovetture all’estero e ne proibiscono il rinoleggio in Italia. Sono almeno cinque, in tutta Roma tra San Basilio, il Casilino, il Nomentano, Ostia e Roma Nord. Impossibile in tempi rapidi, per gli investigatori, stabilire la proprietà reale del mezzo e l’identità di chi è alla guida, ritardando così anche importanti indagini che spesso necessitano di rogatorie internazionali. Durante il lockdown, la polizia municipale di Antonio Di Maggio ha ingaggiato un inseguimento, dentro il dedalo di strade sotto i palazzoni di Tor Bella Monaca in viale Paolo Ferdinando Quaglia dove una macchina, era di un prestanome.
Dietro alcune delle attività in odore di malavita organizzata, gli investigatori sono convinti che si nasconda riciclaggio di denaro e che fungano da schermo per tenere al riparo i veri proprietari da confische patrimoniali e sequestri giudiziari e sfuggire alle misure di prevenzione.

Tante auto di lusso in Italia, ma non altrettante dichiarazioni dei redditi che possano sostenere la presenza di così tanti bolidi nel Belpaese. Secondo un’analisi condotta per il Corriere della Sera sui dati messi a disposizione dal dipartimento delle Finanze e dall’Automobile Club Italia, in Italia nel 2014 sarebbero presenti 349.453 mila auto di lusso dal costo superiore ai 100 mila euro contro 269.093 mla dichiarazioni dei redditi Irpef di fascia alta. Una discrepanza che sembra suggerire la presenza di un elevato numero di contribuenti che dichiarano in realtà molto meno rispetto al reale reddito percepito e patrimonio posseduto. Il rapporto del Corriere, che si basa su un modello elaborato dal ricercatore indipendente Elio Montanari, rileva «grandi aree di diseguaglianza reale dei redditi nel Paese» che permangono negli anni, che su base nazionale e in relazione alle singole regioni italiane vengono di fatto corroborate dalla presenza di un’alta discrepanza dei dati relativi a redditi e possesso di beni di lusso, nel caso specifico di auto di grossa cilindrata.

auto-di-lusso-LamborghiniAUTO DI LUSSO, ESEMPIO PRINCIPE IN CALABRIA

«In alcune regioni, specie nel Mezzogiorno e a Nord-Est, il surplus di modelli di lusso rispetto ai redditi di livello più alto è addirittura fuori da ogni scala spiegabile in un sistema dove prevale l’applicazione della legge», rileva inoltre Montanari.
L’esempio principe è la Calabria, che stando ai dati presenta la quota più bassa di dichiarazioni dei redditi sopra i 120 mila euro, quota pari allo 0,17%, un numero di supercar pari al triplo delle dichiarazioni Irpef, ovvero 6.095. «In Basilicata, Puglia, Umbria, Abruzzo, Trentino Alto Adige la proporzione di “super-car” rispetto alle Irpef elevate è più che doppia; in Sicilia e Veneto, quasi doppia», riporta la ricerca. Solo in quattro regioni italiane, invece, Lombardia, Lazio, Liguria e Piemonte, si registrano più dichiarazioni dei redditi sopra i 120.000 euro rispetto al numero di auto di lusso presenti.
Il modello elaborato da Montanari potrebbe effettivamente dare in qualche modo il polso della situazione relativa alla presenza di un’alta percentuale di sommerso, ma ha dei limiti: spesso infatti le auto di lusso vengono noleggiate da aziende e società – e il dato lombardo, regione in cui il tasso di macchine è molto più alto rispetto alla media italiana potrebbe essere essere spiegato attraverso la presenza di molte più aziende sparse sul territorio rispetto alle regioni meridionali, per esempio – e questo modello, basandosi sulle soli dichiarazioni Irpef, si fatto esclude quelle relative ai lavoratori autonomi e delle società di capitali.

Auto_di_lusso-BMWAl tempo stesso, però, il modello sottostima anche il numero di supercar presenti in Italia, perché prende in considerazione solo quelle immatricolate nel Belpaese, sostanzialmente non includendo quelle immatricolate all’estero possedute e utilizzate da cittadini italiani ed esclude inoltre le auto d’epoca.

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