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Bruno Covas, sindaco di San Paolo Brasile: siamo al punto di non ritorno

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La denuncia di Bruno Covas, sindaco di San Paolo, epicentro della pandemia nel Paese. Il gigante sudamericano quarto Paese al mondo per numero di contagi

A un passo dal collasso. Il sistema sanitario del Brasile rischia di soccombere sotto il Covid 19. Gli ospedali di San Paolo, la capitale economica e finanziaria del Paese, sono occupati al 90 per cento. Non ci sono più spazi per ospitare ammalati e letti per le terapie intensive. Ne restano pochissimi. “Entro due settimane”, denuncia allarmato il sindaco Bruno Covas, “non saremo più in grado di accogliere i contagiati gravi”. Poi  lancia un appello a rafforzare il lockdown che tra mille contrasti è applicato da meno di metà della popolazione. “Se non restiamo a casa”, ha aggiunto Covas, “non riusciremo ad arginare i contagi. E’ difficile credere che alcuni preferiscano sottoporre i brasiliani alla roulette russa. L’indifferenza di fronte alla morte è avvero sconveniente”.

Parole forti ma calibrate che esprimono un sentimento di frustrazione e quasi di rassegnazione. Senza più ministro della Salute (un militare, il vice, sostituisce temporaneamente il secondo titolare dimessosi per contrasti con il presidente Jair Bolsonaro), con 100 milioni di cittadini che girano incuranti dei rischi da contagio, il gigante del Sud America raggiunge il picco del Covid 19.

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