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CORONAVIRUS a NYC 100 bambini con la sindrome di KAWASAKI

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ULTIM’ORA Almeno 100 bambini nello stato di New York sono affetti dalla rara e pericolosa sindrome infiammatoria, simile alla sindrome di Kawasaki, che si pensa sia collegata al virus Covid-19.

Lo ha reso noto il governatore Cuomo riferendo di almeno due bimbi morti, di 5 e 7 anni e di un 18enne per un totale di 3 vittime. Metà dei casi riguarda minori tra i 5 e i 14 anni, comunica. “Si tratta di una situazione molto inquietante”, afferma Cuomo. I casi nella città di New York sono 52. E ribadisce l’allarme contagio giovani, più forti ma sempre a rischio.

Stiamo parlando della malattia di KAWASAKI, una rara sindrome infiammatoria ai vasi sanguigni. Il governatore dello Stato di New YorkAndrew Cuomo, ha spiegato che il New York Genome Center e la Rockefeller University sta studiando i casi di 85 bambini, la maggior parte dei quali è risultata positiva ai tamponi o ai test sierologici per Sars-CoV 2. Finora, il 47% dei casi confermati è risultato positivo al nuovo coronavirus e l’81% ai suoi anticorpi, il che significa che erano già stati contagiati.

La malattia, nei prossimi giorni, sarà definita “Kawasaki Like”, simil-Kawasaki, perché per ora la comunità scientifica non concorda in modo univoco sul fatto che la sindrome infiammatoria provocata da Sars CoV 2 sia davvero la malattia di Kawasaki.
Ma se i dubbi di questa possibile malattia iniziano ad annebbiare gli scienziati americani, in Italia cosa sta succedendo?

Dopo le varie segnalazioni è in corso un monitoraggio coordinato dalla Società italiana di Reumatologia con l’obiettivo di raccogliere dati in stretta collaborazione con l’Istituto Superiore di SanitàOgni anno si registrano in Italia dai 250 ai 400 casi di malattia di Kawasaki e finora il monitoraggio non sembra registrare un’impennata dei casi. “Ad oggi sono arrivate una cinquantina di segnalazioni”, ha chiarito Angelo Ravelli, pediatra e segretario del gruppo di studio di Reumatologia della Società italiana di pediatria, “e in alcuni ospedali italiani si è osservato un aumento di frequenza, in particolare dove si è più diffuso il coronavirus come a Bergamo”.

Lorenzo d’Antiga, Direttore di Pediatria dell’Ospedale di Bergamo, ha aggiunto:“Non tutti i piccoli pazienti sono risultati positivi a Sars-CoV-2 e dovremo provvedere ad effettuare a tutti i test sierologici. La nostra ipotesi è che da sempre sia la famiglia dei coronavirus a essere responsabile della malattia di Kawasaki, rimasta finora di origine sconosciuta. Tra i coronavirus Sars-CoV2 è il più cattivo, per questo la malattia di Kawasaki si manifesta in modo più severo”.

Resta alto quindi l’ALLARME. Non è assolutamente il tempo di abbassare la guardia, ma anzi, il tutto dev’essere sotto controllo, specie in situazioni come queste in cui i bambini possono essere possibili obiettivi di nuove malattie.

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