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GRECIA – IL POPOLO E’ IN RIVOLTA? Cosa accade dopo coronavirus con una crisi senza precedenti

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Dieci anni fa la  Grecia sul piedi di guerra in quando il malato d’Europa, oggi sembra superare l’emergenza Covid-19 anche grazie alla cura da cavallo che le è stata imposta dalle autorità europee negli anni scorsi ma In Grecia, il turismo incide per un quarto degli occupati. L’economia ellenica si è contratta di un quarto dal 2007 e adesso rischia di crollare di un altro 15-20%. Questo significa che a fine anno i cittadini qui avranno a disposizione un reddito medio di neanche i due terzi rispetto ai livelli di 13 anni prima e che il numero dei disoccupati rischia di arrivare o forse anche superare il record storico del 27% toccato nei periodi bui della lunghissima crisi scorsa.

ma non è l’unico problema a preoccupare Da giorni ormai, dopo che le immagini satellitari hanno mostrato come Ankara abbia rilasciato decine di migliaia di persone dai centri di accoglienza (in realtà, veri e propri campi di concentramento per deportati), la Grecia si sta preparando all’impatto di un flusso di migranti provenienti dalla Turchia. Le forze militari greche hanno aumentato il livello di allarme ai confini, contribuendo in questo modo indirettamente a compromettere definitivamente l’accordo per il controllo sulle migrazioni che era già in ogni caso fallito da tempo, e che non era riuscito a fermare i profughi dalla Siria e dal nord Africa che cercano di raggiungere l’Europa in cerca di asilo.

a mobilitazione delle forze armate greche, iniziata prima di Pasqua con un aumento rilevante delle attività della Guardia Costiera e della marina nel mar Egeo antistante alla Turchia, è un tentativo di prevenire quello che le autorità greche hanno indicato ancora una volta come mossa di Erdogan di spingere i richiedenti asilo verso l’Europa, ed è seguita alle immagini che mostrano gruppi di rifugiati fatti forzatamente spostare dalle aree più interne della Turchia alle spiagge occidentali, regioni poi usate tradizionalmente dai mercanti di uomini per i loro traffici. Le attività illegali di sfruttamento di chi fugge e del suo viaggio della speranza si concentrano in questo periodo sulle rotte che portano alle isole greche, relativamente vicine; questo potrebbe far supporre un allentamento della pressione attraverso la Nuova Rotta Balcanica, ma non c’è prova che sia veramente così: altre decine di migliaia di disperati si erano già avviati lungo il percorso interno dalla Turchia all’Italia, rimanendo poi bloccati fra i confini i diverse zone dei Balcani.

Pensate che il malessere si conterrà a colpi di messaggi di fiducia? Ecco spiegato perché l’Europa, che pure è lenta ed elefantiaca nel muoversi, stia infrangendo ogni tabù per impedire che il dilagare della miseria nel sud si trasformi in una grande rivolta contro l’euro e le istituzioni comunitarie.

Serve stimolare la domanda interna di tutti gli stati con massicci investimenti pubblici immediati e anche eventualmente abbassando la pressione fiscale a carico dei contribuenti. Ma questo significherà fare nuovi debiti e ciò appare una missione impossibile senza una copertura esplicita della BCE per stanare sul nascere una crisi di fiducia dei mercati verso i debiti sovrani. Gli stati del nord si oppongono a simili soluzioni e si mostrano semmai disponibili ad accettare la nascita di un “Fondo per la Ripresa” proposto dalla Francia e che si doterebbe di risorse per 500 miliardi. Sarebbe poco e la storia insegna che tutto ciò che nasce a Bruxelles si presenta macchinoso, burocratico, lento e inefficace, tranne rare eccezioni. Ma i milioni di lavoratori a spasso dovranno pur vivere e se otterranno come unica risposta fumose conferenze stampa da venditori di pentole, presto si rivolteranno.

Con un basso numero di casi Covid-19 e una bassa percentuale di morti, i suoi governanti possono sostenere a testa alta di essere stati in grado di superare la crisi. Anastasia Kotanidou della Commissione nazionale di esperti per il Covid-19 sostiene che la rapidità con cui il governo ha agito ha fatto la diffierenza. “Abbiamo contenuto l’infezione perché abbiamo agito in fretta e abbiamo confinato tutti rapidamente. E siamo tutti rimasti sorpresi dallo spirito di cooperazione della gente”. Sacrifici che sono diventati l’abito migliore indossato dai greci negli ultimi dieci anni per un futuro diverso greci che avvezzi ai sacrifici oggi hanno rinunciato a parte delle proprie libertà per salvaguardare la vita. Non c’era alternativa per Atene, il sistema sanitario non avrebbe retto l’urto, ne è sicuro George Pagoulatos direttore della Hellenic Foundation for European Policy. ma la crisi

 

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