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Kim Jong-un due settimane che il dittatore della Corea del Nord non si mostra in pubblico

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Un altro giorno di assenza. Un altro giorno di voci incontrollate. Sono ormai due settimane che il dittatore della Corea del Nord Kim Jong-un non si mostra in pubblico. Anche domenica sulla prima pagina del quotidiano di regime Rodong Sinmun, solitamente tutta dedicata alle sue gesta, nessuna traccia di Kim, né dichiarazioni ufficiali né foto. Il campo continua dunque a essere libero per le speculazioni, dopo che una fonte anonima nordcoreana ha dichiarato a un sito del Sud, Daily NK, che il dittatore sarebbe stato sottoposto a intervento chirurgico, e che la Cnn ha aggiunto che l’intelligence Usa starebbe monitorando dei rapporti secondo cui si troverebbe “in gravi condizioni”. Kim è in fin di vita, o addirittura morto? Seul, Pechino e Washington, con diversi gradi di decisione, hanno espresso scetticismo su questa ipotesi, ma una prova di verità definitiva può arrivare solo da Pyongyang. E vista la fragilità del regime nucleare la domanda continua a rimbalzare da una parte all’alta del mondo, in una eco di indiscrezioni spesso poco affidabili. Al mistero oggi si è aggiunto un elemento in più, questo proveniente da una fonte autorevole. Il sito 38North, dedicato ad analisi sul regime nordcoreano, ha pubblicato delle immagini satellitari che mostrano un treno, probabilmente quello di Kim, parcheggiato vicino al resort balneare di Wonsan. L’ipotesi che il dittatore si trovi lì, e in buone condizioni, è avvalorata da fonti anonime di intelligence americane e sudcoreane. Spunta così una seconda spiegazione, alternativa a quella dell’operazione, cioè che il dittatore possa essersi isolato per timore di contrarre il Covid-19.

Un’assenza eccezionale
Partiamo da ciò che sappiamo, anche se è poco: l’inusuale sparizione di Kim. Lo scorso 11 aprile il dittatore ha presieduto una riunione del Politburo del Partito, da allora non si è fatto più vedere e sentire. Esattamente due settimane. Martedì 14 ha disertato un test missilistico, che in modo inusuale le autorità nordcoreane hanno annunciato con qualche ora di ritardo, anziché come sempre “a caldo”. Soprattutto, mercoledì 15 Kim ha saltato un evento molto importante come le celebrazioni del Giorno del Sole, il compleanno del nonno, semidivino fondatore del regime. Una celebrazione a cui negli anni scorsi aveva sempre presenziato. La circostanza è inusuale, come rileva il giornalista esperto di questioni nordcoreane Chad O’Carroll: «Sembra che Kim abbia avuto un problema fisico di gravità tale da consigliare di fargli saltare delle apparizioni chiave». La salute precaria del 36enne dittatore, grande obeso, grande fumatore e grande bevitore, è sempre stata indicata come un’incognita dagli analisti. Nel 2014, dopo essere sparito per sei settimane, Kim tornò in pubblico appoggiandosi a un bastone. Allora si ipotizzò che avesse la gotta.

L’ipotesi operazione
L’ipotesi dell’operazione cardiovascolare nasce dalle rivelazioni fatte domenica scorsa da una fonte anonima al sito di Seul Daily NK, noto per avere contatti con il Nord ma non sempre attendibile. Secondo questa fonte il 12 aprile il dittatore sarebbe stato sottoposto all’intervento al cuore nell’ospedale “privato” della famiglia nei pressi del Monte Myohyangsan e sarebbe ora in fase di recupero. Il giorno successivo però la Cnn, citando una fonte dell’amministrazione Usa, scrive che l’intelligence americana sta valutando dei rapporti secondo cui Kim sarebbe in “gravi condizioni”, pur non sbilanciandosi sull’attendibilità degli stessi.

L’opacità del regime nordcoreano, che non ha dato alcuna notizia ufficiale, rende queste ipotesi non verificabili. La morte del padre di Kim fu rivelata due giorni dopo: il regime comunica nei modi e nei tempi che ritiene opportuni. Di certo, in questi giorni non si sono notate misure di sicurezza eccezionali, né a Pyongyang né al confine con la Cina. La corsa ai supermercati vista nella capitale sembra dovuta all’annuncio che una serie di importazioni sarebbero state limitate per prevenire il contagio da Covid-19, non a notizie sul dittatore. Il governo della Corea del Sud ha detto di non aver notato nulla di inusuale oltre il confine, mentre Donald Trump ha definito la notizia della Cnn una “fake news”. Anche dalla Cina sono arrivate informalmente delle smentite, ma secondo Reuters, che cita fonti a conoscenza della situazione, Pechino avrebbe inviato giovedì una delegazione in Corea del Nord, di cui farebbero parte anche di medici. Il motivo non è noto.

Il resto sono voci incontrollate, che rimbalzano da una parte all’altra del mondo, spesso rilanciate da media sensazionalistici o poco attendibili. Venerdì il magazine giapponese Sh?kan Gendai ha scritto che Kim sarebbe in “stato vegetativo”, citando il medico di un presunto team cinese inviato a soccorrerlo. Secondo questa fonte il chirurgo che avrebbe operato Kim era “troppo nervoso” e questo avrebbe provocato un ritardo fatale. Altre indiscrezioni sulla morte sono riconducibili al post su Weibo, il Twitter mandarino, di Qin Feng, vice direttrice di una tv cinese chiamata Hong Kong Satellite Television e nipote di un ex ministro degli Esteri di Pechino. Qin ha scritto di aver appreso del decesso da una “fonte solida”. Due giorni dopo il sito di gossip americano Tmz ha ripreso il tutto, rilanciando il turbine di speculazioni. Circola in Rete anche una presunta fotografia della salma di Kim, ripresa anche da alcuni media italiani, la cui autenticità non è stata verificata. È possibile si tratti di un fotomontaggio, nessun analista l’ha considerata.

L’ipotesi quarantena
Nel frattempo però è arrivata un’immagine satellitare che mostra un treno, probabilmente quello di Kim Jong-un, fermo alla stazione “privata” vicino al resort balneare del dittatore a Wonsan. La fotografia è pubblicata dall’autorevole sito 38North, secondo cui il convoglio è apparso dopo il 15 aprile, e almeno fino al 23 si trovava ancora lì. Quell’immagine potrebbe, condizionale d’obbligo, essere un indizio della presenza del dittatore, sebbene di normi lui raggiunga la località in aereo. A ipotizzare che Kim si trovi lì è anche il quotidiano sudcoreano Dong-a Ilbo, che cita, ancora una volta in forma anonima, un funzionario di governo americano. “Kim è stato a Wonsan tutta la scorsa settimana – dice la fonte americana, sulla base di immagini di intelligence – è stato visto camminare autonomamente dal 15 al 20 aprile”. Secondo il funzionario americano Kim si sarebbe trasferito a Wonsan dopo che alcuni alti ufficiali del regime sono risultati positivi al Covid-19, quindi per precauzione, ma sarebbe in buone condizioni. Ufficialmente la Corea del Nord è uno dei pochissimi Paesi al mondo, e il più grande, a non aver registrato casi di coronavirus, immunità giudicata da molti poco credibile, anche considerata la vicinanza al focolaio cinese. . Anche una fonte anonima dell’intelligence di Seul, citata dal Washington Post, afferma che Kim avrebbe trascorso l’ultima settimana nel resort di Wonsan.

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