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Coronavirus, Milano il piano per ripartire nella fase 2: bike per rivoluzionare gli spostamenti

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Comune e Atm studiano le ipotesi per la ripartenza: cerchi su pavimenti di vagoni e carrozze per indicare la distanza di sicurezza, piste ciclabili provvisorie. Ma troppi sono i dubbi su quanta gente tornerà al lavoro e su come cambieranno i tempi della città

Un sistema che, più dei tornelli attuali, controlli gli ingressi nelle stazioni della metropolitana, bloccando gli accessi quando si sarà raggiunta la capienza massima consentita. Cerchi disegnati sul pavimento dei vagoni della metropolitana stessa, ma anche di bus e tram, per indicare chiaramente a tutti il droplet, ovvero quella distanza di sicurezza oggi fissata in un metro, che bisogna mantenere. E un robusto incentivo alla mobilità sostenibile in sharing, leggi biciclette e monopattini elettrici, che con la bella stagione potrebbero alleggerire da una parte i mezzi pubblici e dall’altra evitare che tutti usino le auto private, ripiombando nell’emergenza smog.

Coronavirus, Sala: “Chiarezza su riaperture e disponibilità: inaccettabile arrendersi e dire non si può”

Milano sta iniziando a fare i conti con la fase 2 dell’emergenza coronavirus, e lo fa necessariamente partendo dai trasporti pubblici, quelli che oggi assicurano a chi comunque deve muoversi in città per lavoro o per esigenze irrinunciabili – visite mediche, per esempio – di farlo mantenendo le distanze di sicurezza anti-contagio. Ma, appunto, quanto sarà possibile continuare a farlo quando molte attività riprenderanno a funzionare e quando anche le scuole riapriranno? Le richieste e le ipotesi di scaglionamento nel corso della giornata delle aperture (di negozi e scuole) e di mantenere una quota, quella possibile, di telelavoro per lasciare in casa ancora un po’ di milanesi e di pendolari, non potròà comunque bastare. Una domanda che il sindaco Beppe Sala – al lavoro con il settore Mobilità e con Atm, ovviamente – si pone e pone al governo. Come spiegava ieri nel video quotidiano sui social, bisogna capire quali saranno le regole: “Perchè se, per esempio, sui mezzi pubblici si potrà viaggiare solo seduti e mantenendo le distanze di sicurezza, carrozze e vagoni potranno essere riempiti solo al 15 per cento della loro capienza, ma se si potrà farlo, sempre in sicurezza, anche stando in piedi, questa percentuale sale al 30”.

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