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L’emergenza Coronavirus è a due passi: Milano nasce Human Technopole per la ricerca

MILANO. L’emergenza Coronavirus è a due passi. E, nonostante tutto, ancora in fase acuta. Ma, nonostante la contingenza non sia ideale per chi intende bruciare i tempi, il lavoro per completare il più grande polo di ricerca alle porte di Milano va avanti. «Mai come in questi giorni stiamo imparando quanto sia fondamentale mettere scienziati e ricercatori nelle condizioni di poter fare il proprio meglio», afferma Marco Simoni, presidente della Fondazione Human Technopole: la guida amministrativa dell’istituto di ricerca che entro il 2023 occuperà trentamila metri quadri sui terreni occupati nel 2015 per Expo. I cantieri, al momento, sono fermi. Ma non appena potranno riaprire, partirà la costruzione dell’edificio più grande del campus, accanto a Palazzo Italia.

Come sarà il nuovo palazzo della ricerca?
Dieci piani di altezza, oltre 16.500 metri quadri esclusivamente dedicati a laboratori per la ricerca scientifica, aule e spazi formativi. A corredo, anche tanto verde: diffuso tra i tremila metri quadri di terrazze, giardini pensili e spazi esterni. Saranno queste le caratteristiche del nucleo centrale del campus Human Technopole, il cuore pulsante di una struttura che, una volta al completo, ospiterà sette centri di ricerca e quattro strutture di supporto. Il tutto sotto l’egida di Ian Mattaj, lo scienziato scozzese scelto per guidare il polo che, a regime, lavorerà su progetti di genomica, big data, invecchiamento e nutrizione. Il cuore di questo «hub» dovrebbe essere pronto entro l’estate del 2023. Al suo interno troveranno posto laboratori di biochimica e biologia molecolare, strumentazioni scientifiche d’avanguardia e fino a 800 postazioni di lavoro per ricercatori. I primi nove piani saranno dedicati ai laboratori e agli uffici amministrativi, mentre all’ultimo troveranno posto zone ristoro, aule, sale riunioni, uffici e le terrazze con accesso alla copertura verde. «Qui verrà formata una nuova generazione di ricercatori – ha spiegato Mattaj, nel corso della conferenza stampa virtuale organizzata per far cadere i veli sul progetto -. Sarà la principale sede dei nostri laboratori, in cui lavoreranno scienziati con competenze diverse». Anche, eventualmente, di altre istituzioni italiane ed europee, nel segno della piena collaborazione.

A Milano nasce Human Technopole, il nuovo palazzo della ricerca

Un’opera da oltre 90 milioni di euro
La costruzione di quello che può essere definito il centro di gravità dello Human Technopole arriverà a costare oltre 90 milioni di euro. Il concorso internazionale per affidare i lavori, lanciato nel 2019 e gestito da Arexpo (la società incaricata di guidare la rigenerazione dell’area Expo in un distretto di innovazione tecnologica, scientifica e digitale), ha registrato la presentazione di 31 progetti (anonimi). Dopo una prima scrematura, si è arrivati a sette: alla fine a spuntarla è stato lo studio architettura Piuarch. «La sede è stata progettata come luogo d’incontro, al fine di interconnettere funzioni pubbliche e di ricerca – ha dichiarato Monica Tricario, una delle fondatrici di Piuarch: già protagonista di riqualificazioni sul territorio, da Mecenate a Porta Nuova -. Verrà fuori uno spazio fluido e adattabile a seconda delle esigenze». L’edificio sarà costituito da due volumi, tra i quali rimarrà un grande spazio verde: il vero cuore della struttura. «Soprattutto in questo momento, quello di Human Technopole è un progetto emblematico per l’intero Paese», ha concluso Giovanni Azzone, presidente di Arexpo.  «Vogliamo che diventi il simbolo di un’Italia che guarda al futuro». Nonostante tutto.

Twitter@fabioditodaro

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