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Coronavirus, Borrelli: “Probabile picco dei contagi tra due settimane”. Attese nuove restrizioni. Nuovo record di denunce

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Le previsioni sul picco del coronavirus “le fanno gli esperti, sicuramente è giusto farle ma poi bisogna vedere se vengono confermate dai fatti. Forse il picco non arriverà la prossima settimana ma quella dopo”. Lo ha detto il capo della protezione civile Angelo Borrelli questa mattina ai microfoni di Rai Radio2 nel corso della trasmissione ‘I Lunatici’. “Tutti dicono che stiamo andando verso il picco e ci auguriamo che sia quanto prima”, ha aggiunto.

Borrelli ha poi continuato: “L’ottimismo e la speranza ci devono venire dai comportamenti che stanno adottando i nostri connazionali. Serve assoluta prudenza, bisogna uscire il meno possibile. È fondamentale per contenere i contagi. Bisogna evitare i contatti umani e muoversi il meno possibile. Evitare di uscire di casa se non strettamente necessario. Gli epidemiologi ci dicono che se noi conduciamo una vita assolutamente normale la percentuale di persone che viene colpita dal coronavirus è molto più alta. Per questo si adottano misure come quelle adottate in Cina. La mascherina se si mantengono le distanze di sicurezza non serve a nulla”.

Nuovo record di denunciati

Nella giornata di ieri le forze di polizia hanno controllato, in applicazione delle misure di contenimento del contagio, 200.842 persone e 9.407 sono state denunciate. Gli esercizi commerciali controllati sono stati 99.806, denunciati 205 esercenti e sospesa l’attività di 21 esercizi. Si tratta del più alto numero di denunciati in un giorno, dall’inizio dei controlli. Salgono così a 1.427.011 le persone controllate dall’11 al 19 marzo 2020, 61.425 quelle denunciate; 743.532 gli esercizi commerciali controllati e 1.873 i titolari denunciati

Un nuovo contagio a Vo’

Nella notte è stato accertato un nuovo caso positivo nel comune veneto, primo focolaio di coronavirus nella regione, dove da giorni il bilancio segnava zero. Dal report della Regione, i positivi nella cittadina padovana sono così 83 dall’inizio dell’epidemia. Padova – escluso Vo’ – è la provincia con più casi (943, +42 rispetto a ieri), seguita da Verona (784, +66) e Treviso (719, +49). Il comune veneto è stato spesso indicato anche come il centro del “modello veneto” per contenere la diffusione del virus e studiare la malattia, con un numero molto elevato di tamponi eseguiti.

E oggi a Vo’ è stato seppellito Adriano Trevisan, il pensionato di 78 anni deceduto all’ospedale di Schiavonia il 21 febbraio scorso, primo morto in Italia a causa del virus. la cerimonia, alla quale ha partecipato soltanto la famiglia si è tenuta soltanto ora nonostante la procura di Padova (che ha aperto un fascicolo senza indagati sul decesso) avesse dato il via alcune settimane fa, perché i familiari di Trevisan erano in quarantena.

I governatori chiedono più restrizioni

Impiego dell’esercito, chiusura degli studi professionali e degli uffici pubblici (salvo per le attività indifferibili), fermo dei cantieri, ulteriore limitazione delle attività commerciali. Sono le richieste del governatore della Regione Lombardia, Attilio Fontana, al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Un elenco che arriva dopo l’ultimo drammatico bilancio dei morti e dei contagiati nella regione e soprattutto nell’area metropolitana di Milano. ma in tarda mattiinata palazzo Chigi smentisce in maniera ufficiale la chiusura degli alimentari nel weekend: “I supermercati, gli ipermercati e i negozi di generi alimentari resteranno aperti durante il fine settimana”.

Una stretta sulle limitazioni è chiesta da più parti anche alla luce dei ben 52 mila italiani denunciati per non aver ottemperato ai divieti, persone che sono uscite senza validi motivi o hanno addirittura cercato di mettersi in viaggio.

Il presidente del Veneto Luca Zaia ha firmato l’ordinanza con cui sono chiusi parchi e giardini pubblici all’aperto. La norma vale fino al 3 aprile prossimo. L’uso della bicicletta e lo spostamento a piedi nei centri urbani è soggetto alle limitazioni per le motivazioni ammesse dal Dpcm e con l’autodichiarazione. Per uscite legate a spesa o a bisogni degli animali la persona è obbligata a non superare i 200 metri dall’abitazione, con obbligo di controllo. Chiusi i negozi di generi alimentari nei giorni festivi.
I numeri del contagio

Le cifre fornite ieri dalla Protezione Civile per tutta l’Italia sono estremamente preoccupanti: il numero di vittime ha superato quelle complessive della Cina. Ieri si sono contati 3.405 i morti, con un incremento rispetto a mercoledì di 427. In Cina, dove tutto è cominciato, le vittime registrate finora sono 3.245

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