cronaca Senza categoria

Coronavirus dalla Cina: i contagi salgono a 12 mila, 259 i morti

Spread the love

In ‘condizioni discrete’ la coppia di cinesi ricoverati allo Spallanzani di Roma, dove altri 12 sono in attesa del test. Primo caso in Spagna. Pechino ammette ritardi nella gestione dell’epidemia. L’Australia blocca i voli

di GAIA SCORZA BARCELLONA e ALESSANDRA ZINITI

Non si ferma l’epidemia causata dal coronavirus arrivato dalla Cina. Sono 46 i decessi avvenuti solo nella giornata di ieri: un numero mai così alto finora. Le persone contagiate sono salite a 11.943, mentre i morti sono 259, secondo quanto dichiarato dalle autorità sanitarie della provincia di Hubei, focolaio della malattia nella Cina centrale, dove sono stati segnalati 1.347 nuovi casi (7.153 in tutto). Nel Paese ora risultano 18 mila casi sospetti e 118 mila persone sotto osservazione.

LA MAPPA I contagi nel mondo

Da Pechino, che ha ammesso ritardi nel contenimento dell’epidemia, arrivano segnali rassicuranti. La stampa locale pubblica ogni giorno immagini di pazienti alle porte degli ospedali che vengono dimessi e salutano festanti infermieri e medici, dopo aver superato la malattia che ha un alto tasso di contagio ma una bassa mortalità (2,2-2,3%). La Commissione nazionale della Sanità spiega la dimissione avviene quando i sintomi spariscono, la temperatura rientra in un range normale per almeno tre giorni e il test sull’acido nucleico mostra un risultato negativo per due volte in due test eseguiti a 24 ore l’uno dall’altro.

Sempre più isolata Wuhan, la cittadina dove si sono registrati i primi casi di polmonite legata al coronavirus che finora ha ucciso 192 persone. La provincia resta in quarantena con strade deserte, scuole chiuse e trasporti pubblici bloccati fino a nuovo ordine, anche se alcuni cittadini – pochi rispetto agli 11 mila abitanti che la popolano – hanno scelto di condurre una vita normale.

MEDICINA E RICERCA

Coronavirus dalla Cina: tutto quello che sappiamo sull’epidemia

In Europa l’attenzione resta alta

In Italia il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza per sei mesi per il coronavirus cinese, stanziando 5 milioni di euro. A gestire la calamità sarà un commissario straordinario, come avvenne per la Sars. È il capo della Protezione civile Borrelli: in caso di necessità, potrà requisire hotel e strutture abitative, ma intanto rassicura: la prevenzione funziona e ogni allarmismo è ingiustificato.

“Non bisogna avere paura”, ha ribadito anche il ministro della Salute Roberto Speranza spiegando il piano per contenere l’epidemia. Intanto, i due pazienti cinesi ricoverati allo Spallanzani di Roma, risultati positivi al coronavirus, restano in ‘condizioni discrete’ e altri 12 sono in attesa dei test per verificare il contagio.

LA MAPPA I contagi nel mondo

Ora l’ipotesi per i circa 500 turisti rimasti bloccati nella capitale è quella di un volo in deroga che li riporti a casa. I loro sono stati annullati dopo l’ordinanza del ministro Speranza e attendono di sapere come potere rientrare in Cina. La  protezione civile in queste ore sta valutando il modo più concreto per risolvere la situazione visto che naturalmente non c’è alcun motivo per trattenere in Italia questi turisti che, per altro, sono tutti dotati di regolari biglietti di ritorno. Più che un volo charter o soluzioni straordinarie l’ipotesi più percorribile sembra quella, fermo restando l’interruzione dei voli da e per la Cina per i prossimi 90 giorni, di autorizzare a scaglioni la partenza dei voli delle compagnie cinesi che hanno già biglietti di rientro staccati.

Anche perché diversamente bisognerebbe farsi carico della permanenza forzata in Italia di centinaia di cinesi. Circa 500 quelli che avrebbero dovuto ripartire tra ieri e oggi e che ieri hanno avuto non poche difficoltà a trovare una sistemazione alberghiera perché molti hotel della Capitale si sono rifiutati di accoglierli. Aeroporti di Roma, per venire incontro ai passeggeri bloccati, già ieri sera aveva allestito una sala con alcune decine di brandine ma vi hanno dormito solo in nove e questa mattina con una navetta sono andati via, In attesa di notizie sul loro rientro in patria.

Spagna, primo caso di contagio

Il ministero della Sanità di Madrid ha confermato il primo caso di coronavirus in Spagna, a La Gomera, nelle isole Canarie. E’ quanto emerge dalle analisi condotte dal Centro nazionale di microbiologia dell’Istituto di Sanità Carlo III di Madrid. Il paziente, un turista di nazionalità tedesca, – fa sapere il ministero della Sanità – si trova attualmente in isolamento in un ospedale dell’isola.

E aumentano le misure di emergenza prese dalle aziende in Cina. Apple ha annunciato la chiusura di tutti i punti vendita cinesi e avvisa online: “a causa dei recenti problemi di salute pubblica e per prevenzione. Siamo vicini alle persone al momento più colpite dal coronavirus e siamo con le persone che lavorano 24 ore su 24 per studiare il virus e i modi per contenerlo. Per un eccesso di cautela e sulla base degli ultimi consigli dei principali esperti della sanità, stiamo chiudendo tutti i nostri uffici, negozi e centri di contatto con il pubblico nella Cina continentale fino al 9 febbraio”.

rep

Londra richiama i suoi diplomatici. La Gran Bretagna ha deciso di far rientrare parte del personale in forza alla sua ambasciata e ai suoi consolati in Cina. Lunedì, in una riunione informale tra i Paesi Ue presso la rappresentanza dell’Unione europea di Pechino, era stato confermata la linea della libera scelta sulle linee da adottare in capo ai singoli Stati, a cominciare dalla partenza dei familiari del personale delle ambasciate.

L’Australia chiude alla Cina

Sydney sospende i collegamenti con la Cina e saranno rimpatriati lunedì, con un volo speciale della Qantas, gli australiani bloccati a Wuhan. La compagnia di bandiera ha cancellato i voli su Pechino e Shanghai dal 9 febbraio al 29 marzo, mentre resteranno invariati quelli da e per Hong Kong. Come ha spiegato la compagnia in una nota ripresa dalla Cnn, la decisione segue le restrizioni imposte da Singapore e Usa che hanno un “impatto sui movimenti degli equipaggi” e “pongono significative sfide logistiche”. Ieri sia Singapore che Washington hanno annunciato che non permetteranno l’ingresso nei loro Paesi a persone che hanno viaggiato in Cina negli ultimi 14 giorni, il tempo di incubazione del virus.

0 commenti su “Coronavirus dalla Cina: i contagi salgono a 12 mila, 259 i morti

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: