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Maduro, nel solco del socialismo bolivariano

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l nuovo Presidente si muove nel solco del socialismo bolivariano intrapreso da Chávez ma il suo governo è caratterizzato da una diffusa corruzione e da metodi antidemocratici nei confronti dei propri oppositori politici. Inoltre, come detto, il Venezuela attraversa una gravissima crisi economica dovuta soprattutto al calo del prezzo del petrolio. Con un Pil ridotto quasi della metà e una inflazione da capogiro, oltre l‘800%, il Venezuela è quasi uno Stato fallito e sembra quasi incredibile che appena 50 anni prima potesse vantare una ricchezza doppia rispetto a quella dell’Italia, quadrupla rispetto a quella del Giappone e di gran lunga maggiore a quella di Canada, Svezia e Australia.

Un tempo un Eldorado per tanti immigrati – Il Venezuela infatti è il Paese con le più grandi risorse energetiche del pianeta, incluse le meno pregiate sabbie bituminose. Dopo la scoperta del petrolio, negli anni ’20 del secolo scorso, il Venezuela ha costruito sull’oro nero una economia in costante crescita tanto da risultare, nel 1982, la più fiorente del Sudamerica. Un enorme gettito di soldi che veniva investito nei programmi sociali quali l’assistenza sanitaria, l’istruzione, i trasporti e i sussidi alimentari: i lavoratori del Venezuela erano i più pagati dell’America Latina. È facile comprendere come questo Stato sia sembrato, per molto tempo, quasi un Eldorado per i tanti immigrati europei provenienti in special modo dalla Spagna, Portogallo, Germania, dalla stessa Svizzera ma, soprattutto dall’Italia. Si stima, infatti, che negli anni ’60 la comunità di lingua italiana in Venezuela fosse più numerosa di quella spagnola e portoghese.

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