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Affronta i ladri a colpi di kick boxing: preso a sprangate

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Terza cruenta rapina in casa in 11 mesi nel Frentano. L’altra notte due ignoti malviventi sono entrati nella palazzina a due piani della famiglia Cimini, in viale Adriatico a Paglieta, e hanno brutalmente aggredito il figlio Andrea Canzano Cimini, di 33 anni, che era nella sua camera da letto posta al pian terreno. Malmenato con una mazza, verosimilmente di metallo, preso a pugni e a calci. Il referto del pronto soccorso dell’ospedale di Lanciano parla di testa e arcata sopraccigliare spaccate, ecchimosi e ferite varie. Necessario mettere 15 punti di sutura. La prognosi iniziale è di 20 giorni. Dopo le dimissioni Andrea dovrà tornare per una visita ortopedica.

Di certo la sua è stata una notte di puro terrore, pur dimostrando coraggio nell’affrontare i delinquenti che gli sono entrati in casa attorno alle 2. La villetta è blindata da recinto e possente cancello in ferro. Giunti al portone di casa i malviventi avrebbero trovato delle chiavi, forse lasciate per breve tempo perché altri famigliari dovevano rientrare. Quando Andrea ha sentito dei rumori in casa ha pensato subito che fosse tornato il fratello Daniele, invece erano due ladri con torcia in mano. Andrea intuisce al volo che qualcosa non va, si alza dal letto e si trova davanti gli sconosciuti. Così prova a cacciarli a forza ma questi lo aggrediscono in un baleno. Andrea si difende e li spinge fuori dove di nuovo è aggredito con un corpo contundente. Per disarmare i malviventi cerca anche di utilizzare tecniche di kick boxing a lui note. Ma resta vittima di una orribile e deprecabile aggressione.

Mentre i ladri fuggono, tecnicamente è tentata rapina visto che nulla è stato trafugato, i genitori, che erano al piano superiore, danno l’allarme. Sul posto giungono 118 e i carabinieri della compagnia di Atessa, coordinati dal capitano Marco Ruffini. L’indagine parte subito e nella periferia di Paglieta viene trovata una Fiat Panda abbandonata. Forse l’auto dei ladri, probabilmente stranieri dell’Est europeo, benchè il loro accento non è stato netto. L’episodio ha molto colpito Paglieta dove i Cimini sono noti e stimati. Gran lavoratori, la famiglia, con due figli maschi e una femmina, è molto legata. Ma ieri notte ha dovuto patire l’orrore della brutale aggressione ad Andrea, esperto progettista meccanico. «E’ accaduto tutto in un attimo – racconta Andrea. Si sono accorti che mi ero alzato dal letto e mi hanno puntato contro la torcia con luce a led. Hanno detto poche parole tra loro e ho capito che non era la lingua italiana. Dalla scoperta dei ladri in casa all’aggressione tutto è avvenuto in modo repentino e al buio».

Dopo l’inziale e comprensibile stato di choc Andrea ha ripreso coraggio e nel pomeriggio ha precisato «Ora sto bene». Una fibra forte la sua. Anche il fratello Daniele conferma «Andrea credeva che fossi io che ero rientrato, non immaginava fossero ladri».

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