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Allarme legionella a Bresso, i casi sono 17: muoiono due novantenni, task force in Comune

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In Municipio si coordinano gli interventi e si forniscono informazioni ai cittadini. In giro per la cittadina affissi i cartelloni con i consigli per prevenire il contagio


Due morti e 17 casi: è il bilancio, parziale, dell’epidemia di legionella registrata nel corso degli ultimi dieci giorni a Bresso, in provincia di Milano. A perdere la vita a causa del batterio finora sono stati un uomo e una donna, entrambi 94enni: il primo è deceduto domenica sera all’ospedale Bassini di Cinisello. La seconda, nella notte tra lunedì e martedì.

Al momento, tra l’ospedale di Cinisello e il Niguarda sono ricoverate 13 persone: otto al Niguarda, dove nei giorni scorsi era stato ricoverato anche un nono paziente, che però è stato dimesso nel giro di una notte visto che le sue condizioni non erano gravi. Gli altri sono ricoverati al Bassini di Cinisello, dove sono stati registrati anche i due decessi. A questi, sempre ricoverati a Cinisello vanno poi sommati altri due pazienti, anche loro contagiati dal batterio, ma residenti tra Cusano e Cormano (altri due comuni nel milanese) e per questo esclusi dall’epidemia di Bresso.

Lì a Bresso, nel comune alle porte di Milano guidato dal sindaco Simone Cairo, sono in corso analisi e campionamenti: l’obiettivo è cercare di capire in che modo il batterio killer si sia diffuso. E come sia riuscito, nel giro di pochi giorni, a infettare così tante persone. Oltretutto, non è la prima volta che a Bresso viene registrata un’epidemia di legionella: quattro anni fa, nel 2014, si era verificata una situazione analoga. Con due (notevoli) differenze, però: il numero più basso degli ammalati (sei casi in tutto, ci cui uno mortale) e il periodo durante il quale l’epidemia si è sviluppata. Ovvero, nell’arco di diversi mesi, e non nel giro di pochi giorni come invece sta avvenendo adesso.

“Regione Lombardia, tramite il dipartimento di Igiene e prevenzione sanitaria dell’Ats Milano, ha immediatamente attivato gli approfondimenti in relazione alle possibili fonti di contagio attraverso l’analisi, tuttora in corso per le ultime segnalazioni, degli ambienti frequentati dai pazienti nel periodo di incubazione della malattia, compreso tra i 2 e i 10 giorni antecedenti l’inizio dei sintomi – ha spiegato l’assessore lombardo al Welfare, Giulio Gallera – In accordo con il sindaco di Bresso, Simone Cairo, è stata costituita una task force presso il Municipio che sta coordinando gli interventi e fornendo le informazioni ai cittadini”. In giro, per le strade della città, sono comparsi ad esempio cartelli con una sorta di decalogo in cui si spiega come prevenire la legionella.

La legionella è un batterio che vive nell’acqua, tra i 25 e i 55 gradi. E si trasmette tramite le goccioline di vapore: il caso classico è la calura che si genera in bagno durante la doccia. L’estate è il periodo durante il quale è più semplice che il batterio prolifichi e si diffonda, viste le alte temperature: può proliferare all’interno degli impianti idrico-sanitari delle abitazioni, oppure nelle condutture e nei serbatori di accumulo dell’acqua.

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