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Bologna, sotto il cielo della Beverara dove gli aerei entrano in casa

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L’estate difficile dei residenti sulla “corsia” di atterraggio. “Cenare in giardino, guardare la tv, perfino telefonare, ormai è tutto impossibile. Ci sono anche giornate da cento voli, dalle 6 alle 23”


BOLOGNA – Dalla sua finestra in via Cà Bianca, la signora Laura Sacchiotti vede gli oblò degli aerei. Ormai non riesce più neanche a telefonare alle sue vicine di casa, perché non ci si sente. “D’estate tra le finestre aperte e l’aumento del numero dei voli non si sente niente – si lamenta – Io abito al sesto piano e a volte ho l’impressione di poter toccare la pancia dell’aereo alzando una mano. Poi c’è la salute: è mai possibile che tutti questi gas di scarico non facciano male?”.

Zona Pescarola, quartiere Navile: è qui che, soprattutto d’estate, Bologna si trasforma in una pista di volo. Gli aerei partono e atterranno in mezzo alle case, a pochi metri da tetti, finestre e terrazzi. È l’altra faccia del successo dell’aeroporto. Mentre il Marconi macina nuove rotte e attira sempre più passeggeri, da queste parti è impossibile fare una cena in giardino o guardare un film in santa pace senza essere interrotti da un rombo. Una, due, cinque volte. Il rumore arriva all’improvviso, fa tremare i vetri. Dura poco, ma si ripete dalla mattina alle sei fino alle undici di sera, quando va bene.

È così che, volenti o nolenti, i pensionati residenti sono diventati dei controllori di volo fai-da-te: i più tecnologici si sono fatti installare dai nipoti l’App per sapere con precisione quando atterrerà il prossimo aereo. Altri studiano le previsioni dei venti dal meteo dal televideo.

“Io abito qui da quarantaquattro anni – spiega il signor Enrico Caggese, 74 anni – gli aerei ci sono sempre stati, ma mai stati così tanti. È ovvio che questo aeroporto non è più sufficiente per il volume di traffico e di passeggeri che si vuole raggiungere. Dovrebbero studiare soluzioni alternative e trasferirlo fuori città”.
Solo nell’ultima settimana Gianfilippo Giannetto, fino a qualche mese fa portavoce del comitato per la compatibilità aeroporto-città, ne ha contati 70-80 al giorno, “e nella maggior parte dei casi si tratta di decolli, molto più rumorosi”. Come l’enorme aereo dell’Etihad che collega Bologna e Dubai: sorvola come un bisonte le strade del quartiere ogni giorno. Dopo aver raccolto 1700 firme nel 2016 e aver ottenuto lo stop dei voli durante la notte, ora il comitato sta aspettando l’analisi medica di Arpae, i cui esiti dovrebbero arrivare a settembre. Alle scuole Silvani i bambini del campo estivo giocano in cortile, ce ne sono almeno una cinquantina, di tutte le età. “In effetti il rumore è un problema – ammette il coordinatore Davide Giuffredi – alcune volte mentre facciamo le attività dobbiamo interromperle perché non si sente niente. I bambini ormai ci hanno fatto l’abitudine”.

Da fuori si sentono solo le loro risate e le cicale. Poi passa un aereo e sembra che tuoni.

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