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Rossella Scribano: Retroscena Senza Trucco

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L’appuntamento di oggi e con Rossella Scribano, presentatrice, attrice, ma soprattutto donna di talento, al centro delle sue carriera l’amore per lo spettacolo, Rossella ci racconta alcuni momenti della sua carriera, fatta da alti e bassi, questa intervista di Rossella Scribano si può definire la più sincera, autentica, parole che provengono dal cuore e soprattutto dall’anima. poi dice: Per me l’artista è colui che sente tutto prima col cuore e poi con la testa.

Hai raggiunto tanti obiettivi, qual è quello più significativo per te?

Il primo tra tutti è sicuramente quello di guardarmi allo specchio e potermi definire un self-made woman. Essermi guadagnata la fiducia e la stima di tanti bravi professionisti, da sud a nord, grazie alle competenze maturate in tanti anni di duro lavoro, sacrifici, gavetta e aver fatto leva sulla sola caparbietà e determinazione personale oltre che sull’affetto della mia famiglia che mi ha sempre dato la forza di perseverare. Da qui l’aver ricevuto delle proposte importanti in contesti professionali molto ambiti, al momento c’è un “work in progress” e spero di concretizzare presto.

Cosa rappresenta per te l’artista in un contesto sociale?

Per me l’artista è colui che sente tutto prima col cuore e poi con la testa. In un mondo che va di fretta e che dimentica la bellezza delle cose semplici ma intense, l’artista ha la missione di fare da ponte tra la razionalità dilagante e la magia delle emozioni. L’artista è colui che vive e si nutre di emozioni, la sua sensibilità è amplificata e credo che il suo dono sia proprio quello di restituire queste emozioni a chi le trascura, a chi ne dimentica l’importanza.

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Quali sono le difficoltà di intraprendere questo mestiere in Italia?

Inizio specificando di cosa mi occupo e a cosa faccio riferimento quando parlo della mia esperienza: lavoro come conduttrice televisiva da 10 anni circa, ho presentato moltissimi eventi e da due anni ho ideato un mio format tv e web. Le difficoltà riscontrate personalmente sono di due tipi: il confondere il “mestiere”, che per l’accezione stessa del termine indica qualcosa che si apprende con lo studio, il tirocinio e si esercita quotidianamente, con la velleità di successo o visibilità immediati (spesso a qualunque costo) ma che hanno tutt’altro iter. Per intenderci, per essere un comunicatore, giornalista, conduttore di qualità non basta avere un profilo Instagram a quattro zeri o aver partecipato ad un Talent o Reality. Per cui è dura interfacciarsi con potenziali “colleghi” che non hanno la più pallida idea di cosa comporti e quali sacrifici ci siano dietro questo mestiere. Un’ulteriore difficoltà comune ad ogni altro settore d’altronde è che bisogna sudare tanto per trovare gli agganci giusti, quelli che credono nella tua figura e professionalità. Ed infine avere la forza di perseverare, di fare tentativi su tentativi, di aumentare la preparazione, perché bisogna sempre avere qualcosa in più degli altri per fare la differenza. Non credo nelle scorciatoie, credo nel sacrificio che suggella la competenza e viene presto o tardi riconosciuto.

Come nasce la passione per lo spettacolo?

All’ètà di 16 anni durante un evento in cui lavoravo come hostess la presentatrice diede buca, mi proposero per disperazione di condurre il tutto. Accettai per incoscienza. I primi trenta secondi su quel palco non riuscivo a controllare la voce che tremava e il cuore sembrava uscirmi fuori dal petto. Dal 31esimo secondo in poi il battito si calmò, finì di parlare, mi scusai per l’emozione e l’applauso del pubblico mi emozionò al punto che da quel momento in poi non volli più farne a meno. Da lì mi notò un produttore che mi propose di condurre delle rubriche televisive. E da qui cominciò il mio percorso.

Che consideri professionalità in Italia?

Aggiornarsi costantemente, studiare tanto, farsi trovare sempre preparati. Impegnarsi ed essere disposti a fare dei sacrifici. Ma anche garantire la dignità del proprio mestiere facendo sempre valere i propri diritti. Ascoltare chi ha un’esperienza maggiore e può “contaminarti” del proprio vissuto. Avere educazione, pazienza, umiltà sempre e comunque e soprattutto rispettare il lavoro altrui.

Cosa vorresti che le persone capissero di te?

Che sono una persona che lotta per quello in cui crede. Che rimango fedele a me stessa indipendentemente dai successi o dagli insuccessi. Che a volte è difficile gestire i rapporti interpersonali quando sei costantemente esposta e mi piacerebbe essere compresa. Che ho perfettamente chiaro dove voglio andare e quali traguardi voglio raggiungere ma non dimentico da dove vengo. Penso che l’umiltà e l’autoironia così come anche la gentilezza e il perdono siano le forme più alte d’intelligenza e io cerco di fare miei questi valori ogni giorno. Che sono “pro” critiche costruttive ma odio la maleducazione e l’arroganza. Che nei rapporti do tutta me stessa ma quando vengo ferita gratuitamente non concedo seconde possibilità. Che amo profondamente il mio lavoro e sono molto pignola e precisa perché rispetto molto il lavoro di chi collabora con me e penso che il lavoro di squadra sia sempre un valore aggiunto. Nessuno si salva da solo oltre ad essere uno splendido libro è a mio parere una grande realtà.

Come vorresti vederti tra 10 anni?

Felice di alzarmi la mattina per andare a fare quello che amo. Sicuramente mamma e moglie attiva e serena e chissà che non avrò anche imparato a cucinare per quella data! Spero anche di aver aiutato tante persone grazie al mio lavoro in tutti quegli anni.

Raccontaci una tua giornata tipo?

In realtà una delle cose che amo di più del mio lavoro è che non esiste una giornata tipo, ogni giornata è diversa dall’altra, perché mi interfaccio costantemente con persone, contenuti e problematiche sempre variegate e nuove. Poi i periodi in cui ho le trasmissioni è tutto uno studio continuo delle scalette, del profilo degli ospiti, delle tematiche da trattare, tra chiamate, email e messe in onda. L’unica cosa che non cambia mai è il caffè appena sveglia per attivarmi e tre cubetti di cioccolato fondente.

Puoi dirci a cosa stai lavorando adesso?

Sono rientrata da Roma da poco, ho lavorato ad un nuovo talent che andrà in onda su rete nazionale in autunno e che si è svolto a Cinecittà World, in cui sono stati protagonisti moltissimi artisti talentuosi ma di cui non posso dire di più. E adesso sto lavorando al mio format tv e Web “Condivisione” che racconta la mia terra, la Sicilia, valorizzandone le eccellenze paesaggistiche, culturali, enograstronomiche. Proprio ieri ho terminato di girare il Promo nelle meravigliose “zone del commissario Montalbano”. Mi ritengo un’attiva ambasciatrice del mio territorio a cui rimango molto legata nonostante mi sia trasferita a Milano per lavoro. Ma quando rientro a casa cerco sempre di attivarmi per apportare migliorie e progetti produttivi grazie ad un team di giovani professionisti che come me ama molto questa terra e si spende molto in questi termini, facendo la scelta più coraggiosa di tutte, rimanere e non emigrare all’estero.

Ultima domanda… il senso della vita?

Trovare sempre un motivo e la forza di scegliere il bene, l’amore e l’altruismo, nonostante i momenti bui che fanno parte di questo mistero chiamato vita. Siamo fatti di quello che doniamo al prossimo e credo che la vera pienezza della vita consista in questo, non lasciarsi ossidare dalle cose negative e darsi ogni giorno un’opportunità di ricominciare e fare meglio, per noi stessi e per gli altri.

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