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Ragazzi nelle grotte in Thailandia, cala l’ossigeno, muore sub. “Ma forse c’è un nuovo cunicolo

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Un ufficiale della Navy Seal ha perso la vita per la rarefazione dell’aria nella stanza numero 3. O si interviene subito o si dovrà attendere 4 mesi. “Bisogna fare in fretta”, dicono i soccorritori. Ma adesso c’è una nuova speranza


MAE SAI – Nuove speranze di raggiungere i ragazzi intrappolati con un percorso alternativo alla pericolosa via subacquea: gli scavatori avrebbero individuato nella grotta di Tham Luang un cunicolo largo circa un metro che conduce a circa 150-200 metri dal punto dove si trovano. Finora si riteneva che si trovassero ad almeno 800-1000 mt sotto la montagna. “Le possibilità di avvicinarsi sono parecchio alte”, ha detto Thanes Weerasiri, presidente degli ingegneri tailandesi.

Intanto però il pericolo segnalato nei giorni scorsi di una pericolosa riduzione dell’ossigeno all’interno della nicchia sotterranea dove lunedì sono stati ritrovati i 12 ragazzi thai e il loro allenatore è costato la prima vittima di questa brutta avventura cominciata il 23 giugno con la scomparsa dei ragazzi. La situazione in questo senso è peggiorata, l’ossigeno nella cava è in calo e potrebbe iniziare a piovere di nuovo: “Bisogna fare in fretta”, dicono i soccorritori. L’ossigeno nella grotta thailandese di Tham Luang, dove sono intrappolati i 12 ragazzi e il loro allenatore, è calato al 15%, ben al di sotto del 21% solitamente nell’aria.

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Un ex ufficiale della Navy Seal, l’unità di sub della Marina thailandese, è difatti morto per la percentuale di aria estremamente ridotta dalla presenza umana che ha reso letale il suo passaggio dalla ex Pattaya beach – dove attualmente fanno base fissa i 13 sopravvissuti e 10 altri sub con il medico – fino alla grotta dei sommozzatori nella Stanza nr 3. Si chiamava Saman Kuman e aveva 38 anni, un uomo che secondo i suoi superiori ha dato il massimo fin dall’inizio del dramma che continua a tenere con il fiato sospeso non solo la Thailandia ma il mondo intero. Saman Kuman stava piazzando dei box per le attrezzature da far trovare a ragazzi e soccorritori lungo il loro eventuale tragitto verso la salvezza.

Il suo sacrificio ha scosso l’intera comunità di parenti, soldati, volontari e giornalisti raccolta all’esterno delle grotte di Tham Luang, mentre i dirigenti delle operazioni di soccorso temono a questo punto di dover considerare più seriamente l’ipotesi di attendere la fine dei monsoni. Un ufficiale ci ha spiegato che il rischio di una lunga attesa non è limitato ai 4 mesi che mancano alla fine degli scrosci monsonici, visto che per attendere il prosciugamento dei tratti più difficili da attraversare con le bombole bisognerà aspettare addirittura marzo, fine della stagione invernale che porta con sé altre piogge, limitate ma sufficienti a mantenere alti i livelli del fango dove la massa è più densa e senza vie uscita dall’alveo roccioso.

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Ieri erano già arrivati altri due sub inglesi di compagnie private e altri tre ne stanno per arrivare oggi, tutti specializzati in salvataggi delle persone intrappolate in altri luoghi difficili del pianeta come quello delle grotte a nord della Thailandia sul confine birmano dove si trovano i giovani calciatori dell’Accademia dei cinghiali di Mae Sai. La loro convocazione era legata alle speranze che i ragazzi potessere aver già ripreso forze per affrontare il difficile passaggio nel punto esatto dove sarebbe morto il sub Saman, ma a questo punto tutto è incerto e nessuno se la sente di garantire che qualcuno, anche esperto come i sub britannici, potrà aiutarli a uscire fuori in tempo prima delle niuove piogge torrenziali previste da domani. Un sub danese, Ivan Karadzic, ha però detto in serata (ora locale) che grazie alle pompe e ai tanti sforzi la situazione dell’acqua è migliorata e che ci sono più possibilità di tirarli fuori.

Già oggi rispetto a ieri il cielo si è coperto e basterà un aumento dell’umidità dell’aria per far cominciare le precipitazioni nel sistema di cumuli che ricopre tutta la cime delle montagne dove si trovano le grotte, con il punto più alto a oltre 1300 metri. A meno del miracolo del ritrovamento di passaggi dall’alto che portino direttamente a Nern Nom Sao (il punto vicino a Pattaya beach dove si trovano 23 persone tra ragazzi e soccorritori), l’eventualità di una lunghissima attesa nel ventre del parco foresta di Khun Nam Nan Nong è ormai più che un’ipotesi.

I tecnici e gli operai al lavoro all’esterno delle grotte hanno già iniziato a preparare gli allacci della corrente per portare dei tubi che possano pompare dentro ossigeno nelle grotte così da garantirne un livello sufficiente per la prolungata e triste attesa di un lento salvataggio che sta già costando vite umane e una cifra incalcolabile in apparecchiature e personale.

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Il re della Thailandia ha promosso Saman Gunan (le versioni del nome differiscono secondo la dizione) al grado di sergente per il suo contributo ai soccorsi. L’ex ufficiale, che da tempo lavorava per la compagnia dell’aeroporto militare AOT, sarà onorato con una cerimonia funebre speciale stasera stessa presso l’aeroporto internazionale di Chiang Rai a un’ora dalle grotte, e la Casa reale ha fatto sapere che provvederà al mantenimento della sua famiglia che vive a Roi Et dove sarà sepolto l’ex soldato sub.

Un ufficiale ha detto che nonostante l’incidente tutte le unità del Navy Seal continueranno a fare il massimo e anche a rischiare la vita se necessario visto che è parte del loro “indispensabile e pericoloso lavoro”.

Intanto un telefono da campo è stato attivato all’interno della grotta dei bambini e potrebbero essere in grado di parlare oggi stesso coi genitori, ma dipende anche questo dal livello dell’acqua che nonostante la riduzione degli ultimi giorni impedisce ancora la loro evacuazione.

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