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Piemonte, migliaia di maestre a rischio licenziamento dopo la sentenza del Consiglio di stato

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203554512-6b2f3aab-54dc-4694-94f2-cafc8f630173l caso riguarda le diplomate alle magistrali prima dell’anno 2001/2002. L’allarme della Cub Scuola, che ha già indetto un presidio per mercoledì: “Ottocento docenti di ruolo allontanate solo in provincia di Torino” Una maestra al lavoro in una scuola elementare
La sentenza del Consiglio di Stato sugli insegnanti con diploma magistrale “è una bomba termonucleare”. La definisce così Cosimo Scarinzi, coordinatore della Cub Scuola, che parla di “disastro” perché solo in Piemonte sono migliaia le maestre che rischiano di essere licenziate.

l pronunciamento riguarda le docenti che si sono diplomate prima dell’anno scolastico 2001/02 e che hanno chiesto e ottenuto dai giudici amministrativi di essere inserite nelle cosiddette “graduatorie a esaurimento” con riserva. Una buona parte di loro è stata assunta a tempo indeterminato (sempre con riserva) dal ministero dell’Istruzione, un’altra parte è comunque entrata nel giro delle supplenze con la possibilità di ottenere il “ruolo” nel giro di uno o due anni.

Tutti questi sforzi, però, sono stati vani. Il Consiglio di Stato ha infatti dato loro torto. Ora la parola passera ai tribunali amministrativi alle quali le maestre diplomate hanno fatto ricorso. E’ questione di tempo, ma è probabile che prima o poi i giudici emettano sentenze negative nei loro confronti, visto il pronunciamento definitivo del massimo tribunale della giustizia amministrativa.

“Solo in provincia di Torino sono almeno 800 le colleghe che sono entrate in ruolo e che sono in questa condizione”, stima Scarinzi. Ma ci sono anche altre centinaia di ricorsiste precarie. Alcune di queste insegnanti, tra l’altro, si sono licenziate da scuole  private pur di entrare nel sistema dell’istruzione pubblica. “Abbiamo chiesto un incontro urgente con il direttore dell’Ufficio scolastico del Piemonte per fare il punto della situazione”, spiega il coordinatore della Cub Scuola. La sigla ha già indetto un presidio per mercoledì 27 dicembre, al quale potrebbero aggregarsi anche altri sindacati. “O il governo interviene in modo forte, oppure sarà un disastro”, conclude Scarinzi.

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