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Banca Etruria, chiesti 400 milioni agli ex vertici

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La richiesta di risarcimento formulata dal liquidatore a 37 persone, tra sindaci ed ex membri del cda dell’istituto. Nella lista anche il padre di Maria Elena Boschi

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MILANO – Rischia di essere molto salato il conto per gli  ex amministratori di Banca Etruria. Il liquidatore Giuseppe Santoni ha chiamato gli ex dirigenti in giudizio davanti al tribunale civile di Roma, chiedendo il pagamento di un risercimento di oltre 400 milioni per i danni causati dalla loro gestione. Complessivamente si tratta di 37 persone, tra sindaci e diversi componenti dei tre consigli di amministrazione che si sono succeduti dal 2010 al 2015. Tra loro c’è anche Pier Luigi Boschi, padre della sottosegretaria alla presidenza Maria Elena Boschi, vicepresidente della Banca dal 2014.

Le prime richieste all’ex manager erano partire nel marzo del 2016, dando 390 giorni di tempo per procedere agli indennizzi. La richiesta di partenza eradi 8,1 milini di euro ciascuno, per un totale di poco inferiore ai 300 milioni di euro. RIchieste però cadute nel vuoto, così il liquidatore ha scelto di propcedere con l’istanza in tribunale.

La causa civile procede accanto ai diversi filoni di indagine sul lato penale. La più importante è quella relativa alla bancarotta per il dissesto dell’istituto, che vede 22 ex dirigenti indagati.  Tra questi non c’è Pier Luigi Boschi, coinvolto in un’altra inchiesta, sempre per bancarotta ma legata alla liquidazione concessa all’ex dg Luca Bronchi.

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