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Foggia, usura ed estorsioni: sequestrati beni per 2.5 milioni

Un'operazione delle Fiamme gialle
Ci sono 50 box, 14 appartamenti, quote societarie di 4 imprese e 8 autoveicoli tra i beni sequestrati da militari della Guardia di Finanza di Foggia nell’ambito di una indagine su usura ed estorsione, in applicazione della normativa antimafia. I militari hanno accertato l’applicazione di tassi usurari, che spaziavano dal 25% al 6.800% su base annua, su prestiti in denaro contante, quantificati in oltre 200.000 euro, nonché su oltre cinquecento casi di cambio-assegni a titolo oneroso. Al fine di aggredire anche i patrimoni accumulati illecitamente dai componenti del gruppo criminale foggiano, collegato ad ambienti della criminalità organizzata, le Fiamme Gialle hanno avviato, contemporaneamente alle investigazioni di natura penale, accertamenti patrimoniali nei confronti di tutti gli indagati e dei rispettivi nuclei familiari, che hanno consentito di dimostrare che il patrimonio a loro riconducibile risultava essere frutto delle attività illecite durate nel tempo o del reimpiego dei relativi proventi. Accertata la totale sproporzione tra i beni accumulati ed i redditi dichiarati, questi ultimi di importi tali da non essere sufficienti neppure a soddisfare le primarie esigenze di vita. La Procura della Repubblica di Foggia, sulla base delle prove raccolte dagli investigatori, ha chiesto al Tribunale l’applicazione di misure su una serie di beni posseduti dagli indagati e individuati come in loro possesso o nella loro disponibilità immediata. Il gip del Tribunale di Foggia, valutato anche il concreto pericolo che gli stessi beni potessero essere venduti a terzi, ha disposto il sequestro preventivo. Il valore complessivo del patrimonio è di circa 2,5 milioni di euro. Accertata la totale sproporzione tra i beni accumulati ed i redditi dichiarati, questi ultimi di importi tali da non essere sufficienti neppure a soddisfare le primarie esigenze di vita.

La Procura, sulla base delle prove raccolte dagli investigatori, ha chiesto al Tribunale l’applicazione di misure su una serie di beni posseduti dagli indagati e individuati come in loro possesso o nella loro disponibilità immediata. Il gip, valutato anche il concreto pericolo che gli stessi beni potessero essere venduti a terzi, ha disposto il sequestro preventivo. Il valore complessivo del patrimonio è di circa 2,5 milioni di euro. Il provvedimento di sequestro, su istanza di alcuni indagati, è stato sottoposto al vaglio del Tribunale del Riesame che ha confermato la validità delle fonti di prova acquisite e la misura adottata dal gip.

Lo scorso 26 settembre l’Autorità giudiziaria inquirente ha emesso, nei confronti di gran parte degli indagati, un avviso di conclusione delle indagini preliminari, che precede la richiesta di rinvio a giudizio. L’intero patrimonio, in attesa dell’udienza camerale, sarà gestito da un amministratore giudiziario e, in caso di successiva confisca, potrà essere impiegato per fini sociali.

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