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La terza vittoria consecutiva regala al tecnico altri segnali sulla crescita della sua squadra. E i numeri parlano a favore dell’ex Sassuolo

Roma, Di Francesco può sorridere: ha già fatto meglio di Spalletti

Eusebio Di Francesco (lapresse)ROMA – Senza dubbio serviranno test più probanti per capire il reale valore di questa Roma. Ma il 3-1 sull’Udinese restituisce umore e consapevolezza ad una squadra partita tra lo scetticismo generale e che ora, alla terza vittoria consecutiva, la quarta in cinque gare, comincia a reclamare un posto tra le prime forze del campionato.

MEGLIO DI SPALLETTI – I dubbi legati al cambio allenatore e a un mercato che ha portato via 3 degli uomini migliori della passata stagione (Salah, Rudiger e Szczesny) sembrano ora un lontano ricordo. Le ultime 3 partite con Verona, Benevento e Udinese – seppur per larghi tratti sembrassero amichevoli – hanno evidenziato una crescita della condizione fisica supportata da importanti progressi dal punto di vista tattico. 
La mano di Di Francesco comincia ad essere evidente nella capacità di andare in verticale, di tenere la squadra corta e di sfruttare il fraseggio breve. E i numeri sono tutti dalla sua parte. Dopo cinque giornate ha già fatto meglio di Spalletti dello scorso anno che a questo punto della stagione aveva 10 punti frutto di 3 vittorie, un pareggio e una sconfitta. Di Francesco è a quota 12 (4 vittorie e un ko) e ha subito 4 reti contro le 5 del tecnico toscano. Spalletti supera Di Francesco solo nella voce gol realizzati (13 contro 12) ma, i 7 legni colpiti finora e i 69 tiri in porta nelle ultime 3 gare, possono essere un buon alibi.

EL SHA E DZEKO TOP – Insomma, un percorso di crescita che Di Francesco aveva invocato nella conferenza stampa di venerdì e che ora, partita dopo partita, pare concretizzarsi sempre di più. Proprio come la trasformazione di Stephan El Shaarawy che sembra tornato quello del primo anno al Milan: si propone costantemente, dà assistenza a Dzeko e realizza una doppietta interrompendo un digiuno che durava dal 20 maggio scorso (2 gol al Chievo). E poi c’è lui, Edin Dzeko, che solo a stare dietro ai suoi numeri comincia a venirti il mal di testa: 22 gol nelle ultime

22 partite, 6 reti e un assist nelle ultime 4 presenze in A e un ruolo di insostituibile nello scacchiere tattico di Di Francesco. Sicuri che sarà così difficile ripetere le 39 reti dello scorso anno?
Domenica c’è il Milan a San Siro, dopo la sosta c’è il Napoli e nel giro di 15 giorni Torino e Chelsea. Un ciclo dispendioso che potrebbe già essere una prima prova del 9. Capito Edin?

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